giovedì 30 settembre 2010

Un gioiello di torta per un contest speciale


cestino e bracciale
Questo è uno di quei contest  che mi piacciono tanto perché permettono a noi blogger di farci conoscere un po’ di più, di andare oltre lo schermo che in se stesso è sterile e impersonale, dunque ringrazio Fabiana di *Una zuppa di bottoni* per l’occasione che mi e ci ha dato.
Premetto anche che è bello leggere le *favole* altrui e un po’ più difficile raccontare la propria, ma ci proverò!
Il mio gioiello, se possiamo chiamarlo così, è un braccialetto che mi riporta indietro di 21 anni, sì il mio amore è nato ben 21 anni fa. Il nostro è stato un colpo di fulmine,  io ero praticamente una bimba avevo 16 anni e appena lo vidi mi si mossero tutte le farfalle che avevo nello stomaco. Ognuno di noi ce le ha lì, le farfalle intendo, e dormono, e stanno in silenzio finché qualcuno non le sveglia e loro iniziano a volare e a muoversi nel poco spazio che hanno a disposizione e non si fermano finché quel qualcosa che le ha svegliate non finisce! Io le sento ancora anche dopo tanto tempo. Ci siamo incontrati in un pomeriggio caldo dei primi giorni di agosto e da lì non ci siamo più lasciati, sono stata fortunata a trovare l’amore, così, quando nemmeno lo cercavo e a trovare Lui!! Lui che è così premuroso e allo stesso tempo brontolone (ma mi piace anche per questo) lui che magari non ti fa un regalo nelle date comandate ma ogni tanto ti organizza caccie al tesoro con bigliettini sparsi dalla cantina alla soffitta e dove il tesoro è il libro di Montersino che volevi tanto, Lui che mi dimostra che mi ama in mille modi, che sopporta le mie passioni senza batter ciglio, che mi segue in imprese titaniche e che è orgoglioso di me, dei nostri figli, di NOI insomma!! Lui che viene all’Ikea e fa anche finta di divertirsi quando so che non è il suo posto preferito, Lui che non si addormenta se non sono lì vicino…. e potrei continuare all’infinito.  Il braccialetto me lo regalò per il mio compleanno dunque dopo 15 gg che ci conoscevamo, è d’argento e perde tutti i cuoricini, infatti non lo porto praticamente più per la paura di perderli tutti, è di poco valore ma ha il potere incredibile di far muovere quelle famose farfalle di cui parlavo prima e, siete liberi di non crederci, ma io ho le lacrime agli occhi anche ora che sto scrivendo. Ovviamente non è il gioiello più bello che mi ha regalato (ovviamente mica tanto, perché me ne avrà regalati 5 o 6 in tutto, visto che diamo la precedenza ad altre cose e visto che io non sono proprio il tipo che si ingioiella prima di uscire).
Lo so che ho davvero una fortuna che non capita a molti, ho trovato la mia mezza mela (mezzo melone direbbe lui!),  ci amiamo, siamo cresciuti insieme come persone e come coppia poi come famiglia e adoro l’idea di poter invecchiare con lui, a volte mi ritrovo a pensarci tra qualche anno quando i ragazzi saranno grandi (io con i capelli bianchi e lui no, visto che ce li ha già tutti bianchi), io e lui a portare in giro nipotini e nipotine (spero bene che almeno i miei figli riescano a produrre una femminuccia ;D) e a goderci le giornate in tranquillità, magari al mare (che ci piacerebbe tanto) per sfuggire alle giornate uggiose della pianura padana.
Per fortuna che pensavo di far fatica a raccontare la nostra storia, le parole mi sono uscite come un fiume! E’ proprio bello esercitare i ricordi, sempre di corsa, sempre a fare mille cose e a volte non ci soffermiamo mai sui ricordi, o almeno io non lo faccio! Grazie ancora Fabiana!!
Ma veniamo alla ricetta, il titolo sarebbe *CESTINO DI BIGNE’* diciamo subito che non è una ricetta difficile se si attua qualche piccolo trucchetto ma è un pochino elaborata, è il dolce preferito di  mio marito e glielo ho preparato per il compleanno.
Per la prima volta da quando ho il blog ho ritenuto opportuno fotografare le varie fasi perché fosse più chiaro il procedimento.
Ingredienti
un rotolo di pasta sfoglia fresca rotondo
25 bignè circa (dipende dalla grandezza) se volete farli la ricetta è qui altrimenti potete prendere quelli in busta al super (io non li ho mai presi ma credo non sino male, tuttlapiù provate a farli è una gran soddisfazione!)
una dose di crema pasticcera (la ricetta che avete andrà benissimo e se non ne avete con questa andate sul sicuro)
100 g di cioccolato bianco (io ho usato questo perché al mostro grande non piace tanto quello al latte o fondente ma secondo me ci stava meglio) 
500 ml di panna da montare freschissima
zuccherini colorati per guarnire
Preparazione
Inizio con il dire che se volete preparare questo dolce bisogna deciderlo in anticipo, non è un dolce dell’ultimo minuto!
  • Ho cotto in bianco la pasta sfoglia in una teglia di cm 28 mettendo sotto la carta forno poi la sfoglia precedentemente forata con l’apposita *caccavella* o con una comunissima forchetta in modo che in cottura non si gonfi troppo, ho coperto la sfoglia con un foglio di alluminio e ho riempito con legumi secchi in modo che facessero da peso, messo in forno caldo a 200° per 10 minuti e poi tolto la stagnola e i legumi e rimesso per altri 5 minuti nel forno per far prendere colore alla sfoglia.
guscio
  • Una volta raffreddata ho sciolto nel microonde il cioccolato bianco e con un pennello da cucina ho spennellato la sfoglia con precisione in modo da formare uno strato sottile di cioccolato, ho messo in frigo a riposare.
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  • Io ho preparato i bignè, ma nessuno vieta di comperare quelli in busta per velocizzare il tutto, li ho riempiti con la crema pasticcera  e li ho posizionati all’interno del guscio di sfoglia e cioccolato.
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  • Ho montato la panna e l’ho messa in un sac à poche con una bocchetta liscia o anche senza bocchetta e ho riempito gli spazi tra un bignè e l’altro.
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  • Con la restante panna ho ricoperto tutta la superficie della torta e ho decorato con zuccherini colorati e con un girotorta.
  • E voilà!!!!
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Con questo post partecipo al contest di Fabiana *Un gioiello nel piatto*
ungioiellonelpiatto

martedì 28 settembre 2010

Melanzane alla parmigiana al pesto

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Alzi la mano chi non ha mai scoperto un piatto incredibile riciclando quello che aveva in frigo!! Questa è la storia di queste melanzane, che non hanno niente di speciale, se non che io le ho scoperte proprio un giorno in cui avevo da riciclare un po’ di melanzane grigliate, che non erano delle più buone e non sapevo come farle, dunque un po’ le ho lanciate in un couscous alle verdure e un po’ ho deciso di provare a farle così visto che avevo anche un sughetto al pomodoro e basilico che stazionava nel frigo avanzato dal pranzo!! Non ho fatto niente altro che mettere a strati le melanzane con il sugo di pomodoro e, non avendo basilico, (o meglio, ce l’avevo ma al piano di sotto da mia madre, e, essendo io pigrissima non avevo voglia di andare giù) dunque ho pensato di mettere delle gocce del pesto al basilico  fatto qualche giorno prima.

Dimenticavo come vedete dalle foto, strabordano un pochino in cottura dunque mettete della carta forno sotto;D

 

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Ingredienti per due cocotte:

1  melanzana grigliata

sugo di pomodoro già pronto q.b. (semplicemente preparato con olio un po’ di aglio e fatto cuocere poco)

1 mozzarella

2 cucchiai abbondanti di  pesto

Preparazione:

Mettere un pochino di sugo al pomodoro sul fondo delle  cocotte, adagiarvi le melanzane, poi ancora il pomodoro, la mozzarella tagliata a dadini e qualche goccia di pesto e procedere così fino ad esaurimento degli ingredienti, esattamente come per le lasagne! Una volta pronte le cocottine mettetele in forno caldo a 180° per il tempo necessario a far fondere la mozzarella e a farle diventare ben grigliate in superficie (10/15 minuti dovrebbero bastare), in effetti non serve che cuociano tanto visto che, mozzarella a parte, è tutto cotto!!

Veloce, vero??

 

Risultato stupefacente!! Peccato che ne ho preparato solo quella piccola cocotte che vedete in foto perché ce le rubavamo dai piatti!! Io di solito le melanzane, come del resto le zucchine, per la parmigiana, le friggevo ma da ora in poi le farò grigliate, il gusto è ottimo e ne guadagniamo tutti in salute e in calorie!! (che a me non fa mai male!!!;D) qui sotto ciò che è rimasto!!

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Con questa ricetta semplice, semplicissima partecipo alla raccolta di Fabiola di  Olio e Aceto!melanzane

Edit del 2 maggio 2011

con questo post partecipo al contest di Mamma in pentola dal titolo Fantasie con il basilico

basilicomedium

domenica 26 settembre 2010

Pesche, ma per finta!

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Oggi una ricetta che mi ricorda quando ero ragazzina e vedevo la mia vicina di casa preparare queste pesche per i suoi tre figli. La ricetta in effetti è la sua, non è tanto elaborata, magari solo un pochino lunga!
Sono uno dei dolci che non cucino tanto spesso ma che piacciono tanto a mio marito!! non tanto ai figli, dunque le preparo per qualche cena a casa di amici come in questo caso, altrimenti finisce che ce le mangiamo tutte io e lui!
Ingredienti:
250 g burro
200 g zucchero
600  di farina
4 tuorli d’uovo + 1 uovo intero
una bustina di lievito per dolci
succo di limone
per la farcitura
nutella e mandorle intere q.b.
Per la bagna
un bicchiere di alchermes
1/ bicchiere di latte
per la finitura:
zucchero semolato q.b.
Preparazione
Preparare la pasta come una comunissima frolla unendo tutti gli ingredienti in un robot da cucina (io il bimby) e formando una palla che andrà messa in frigo a riposare per una mezz’ora. Trascorso questo tempo, formare delle palline del diametro di 4/5 cm (cresce un po’ in forno) e posizionarle su una placca un po’ distanziate tra loro, metterle in forno caldo a 200° per 20 minuti. Lasciarle raffreddare e scavarle con il dorso di un cucchiaino (vedi foto) per fare posto al nocciolo (mandorla). 

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Preparare in una ciotola o in un piatto fondo l’alchermes e unirvi il latte, immergere velocemente le mezze pesche una alla volta fino a che non saranno diventate rosa (io faccio questa operazione un po’ per volta perché altrimenti si asciugano troppo e non si riesce più a far aderire bene lo zucchero semolato). Spalmare la nutella su una mezza pesca e posizionare il nocciolo/mandorla nell’incavo ricavato in precedenza, chiudere con un’altra mezza pesca e rotolare la pesca finita nello zucchero semolato per simulare la peluria delle pesche vere. Io, di solito, posiziono le pesche in pirottini di carta, questa volta poi, dovendo andare a cena a casa di amici ho pensato che per il trasporto poteva essere carino portare le finte pesche in una cassettina di legno proprio come se fossero state vere! Beh, innanzitutto sono rimaste a postissimo nonostante il viaggetto non dei più brevi, e poi hanno fatto la loro *porca* figura!!!

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Con queste *Pesche finte* partecipo alla raccolta *La cuisine en rose”  di Aurore di Biscottirosaetrallalà. e alla raccolta di *Diario della mia cucina* sulla pasta frolla.
banner raccolta frolla rosa

giovedì 23 settembre 2010

Marmellata di pesche, prugne, uva al profumo di vaniglia e lavanda

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Marmellata FANTASTICA!! Chiariamoci eh a me marmellatare piace da impazzire e che da quando ho il Bimby è tutto molto più semplice, ma questo mese, come ormai da un anno a questa parte, ho comprato la rivista *Cucina naturale* e ho sperimentato un metodo che non avevo mai provato prima ma che mi ha entusiasmato davvero, velocissimo, ma soprattutto, che  lascia intatto il sapore della frutta.
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Questa marmellata nasce come molte delle marmellate che facevano i nostri nonni cioè per smaltire della frutta che stava passando di maturazione, nello specifico, pesche, prugne e uva; mi ha sempre incuriosito l’uso della lavanda in cucina (che da un po’ di tempo si vede un po’ di qua e un po’ di là per ogni blog) e dunque ho provato ad aggiungerla insieme alla vaniglia, che adoro, e che finalmente è arrivata direttamente dal Madagascar (come suggeritomi da Sigrid).
Ingredienti:
600 g di pesche bianche
300 g di prugne nere
100 g di uva bianca tipo datterino senza semi
300 g di zucchero di canna tipo Panela (bello scuro e aromatico)
un cucchiaio di lavanda in fiori
un baccello di vaniglia
un limone intero

Procedimento:
Questa marmellata non richiede una lunga cottura ma un pochino di riposo: alla sera ho sbucciato  le pesche e le ho tagliate in pezzi un po’ alla come capitava; ho snocciolato le prugne e sgranato i chicchi di uva ho aggiunto lo zucchero,ho messo tutto in un tegame di acciaio e  ho rimescolato bene, ho messo il coperchio e messo a riposare (di notte che si fa?? si riposa, no??) in frigorifero (la ricetta diceva per 12 ore, io cosa ho fatto?? me la sono scordata!!!! ma niente, l’ho lasciata un giorno intero! rimestando due o tre volte).
Una volta trascorso il tempo, filtrate la frutta e mettete lo sciroppo in un tegame (io di acciaio) con i semi della bacca della vaniglia e lasciate ridurre per una ventina di minuti; intanto spremete il limone e conservate i semini (sì, sì i noccioli capito bene!!!) e la scorza spremuta, metteteli dentro una garzina tipo quelle per bendare le ferite con la lavanda e la bacca di vaniglia privata dei semini, legate ben stretta la garza (io ho fatto un nodo perché era abbastanza grande ma potete legarla con dello spago da cucina) e aggiungete il sacchettino  aromatico insieme alla frutta e al succo di limone allo sciroppo che si sarà ridotto, lasciate insaporire il tutto per 10/15 minuti e poi togliete il sacchettino, continuate per altri 5 minuti. Io ho passato un po’ la frutta con qualche giro di minipimer perché non amo troppo i pezzi nelle marmellate ma se vi piacciono potete anche lasciare i pezzi, dopodiché potete invasare e sterilizzare il vaso come indicato qui.

Contrariamente a quanto credevo la lavanda non lascia nessun gusto, diciamo, saponoso, anzi è  meravigliosa, provate!!! ma soprattutto provate questo metodo che lascia intatto il gusto della frutta fresca, quando la apriremo il prossimo inverno, in mezzo alla neve e alla nebbia, ci tele-trasporteremo nel clima meraviglioso che solo la fine dell’estate ci  può regalare!
Alla prossima.
Ah, dimenticavo con questa marmellata partecipo al contest delle Tamerici *Crea un prodotto per Le Tamerici* e al contest di *Lavanda in terrazza* sulla Lavanda in cucina e al contest *Le mani nella marmellata* de *Il luppolo selvatico*




lunedì 20 settembre 2010

Non c’è due senza tre! Il mio contributo per l’MTchallenge di questo mese!! Le mie cotton cheese cake.

 

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Innanzitutto iniziamo con lo spiegare che cos’è l’MT challenge (che più che altro sembra il nome di uno shuttle):

mt challenge

allora MT sta per Menù Turistico, un blog, mi vien da dire entusiasmante per la passione e l’originalità con cui viene gestito, challenge, invece, significa scambio. Detto ciò voi mi direte: embè?? Allora gli autori (come fa serio questa parola!)  di questo blog hanno pensato di indire, una volta al mese, una *sfida* tra blogger e non blogger su un piatto in particolare (la cotton cheese era appunto quello di questo mese) chiedendo agli sfidanti di reinventarsi la preparazione mantenendo alcune costanti (il formaggio, gli aromi e la cottura in forno, nello specifico di questo mese), il vincitore della sfida, cosa vince?? NIENTEEEEE!! E questo è proprio il bello!! ci si confronta per il solo gusto di farlo (personalmente a me è piaciuto perché, nonostante io non sia priva di fantasia, mi risulta difficile stravolgere le ricette e qui sono stata *costretta* a farlo!) Il vincitore poi dovrà trovare la preparazione che vuole che sia oggetto della sfida del mese successivo.

Ecco ora che ho fatto la Wikipedia della situazione (anche perché credo che su Wikipedia non sia ancora stata inserita come voce l’MT Challenge) passo a raccontarvi il divenire di questa ricetta.

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Prima cosa, quando ho aperto il blog mi sono detta che avrei cercato di essere sempre sincera, dunque, contrariamente a quanto vedo in rete, questa torta, qui in casa Pappa e Cicci, non ha riscosso un grande successo, non che non sia buona ma, diciamo non ha entusiasmato gli animi come altri *esperimenti*. Voi mi direte, e cosa la posti a fare?? Beh , il fatto che qui i cheese non vadano per la maggiore non significa che non piacciano a nessuno!! Se siete del tipo cheese cake forever, provatela!!

e poi alla sottoscritta (che ha la fama di mangiare anche i sassi) è piaciuta!! La particolarità della torta è la consistenza al palato è *spugnosa*, è questo il primo aggettivo che mi è venuto alla mente quando l’ho assaggiata; soffice e leggerissima con un gusto di formaggio che si sente bene!

Diciamo anche che, da quando le colleghe hanno iniziato a postare cotton cheese mi ero riproposta di non andare a curiosare per non farmi influenzare… ma NON HO RESISTITO!!! Le ho guardate tutte!!! che meraviglie, davvero che quasi quasi, se non avessi ormai aderito … mi vergogno un po’ a partecipare, brave tutte, avete avute idee fantastiche!!!!

Io ho provato a farla in tre varianti:

  • Una con l’aggiunta di una miscela di spezie della *SonnentoR* che mi sembrava adattissima,
  • un’altra con l’aggiunta di  riccioli di cioccolato fondente e al latte
  • una l’ho lasciata in bianco ma ho provato la cottura in vasetto (che era tanto che volevo sperimentare)

Non che io abbia avuto una gran fantasia…. però ce l’ho messa tutta!

Per la ricetta originale  vi rimando qui dal Cavoletto e qui da Genny (che, tra l’altro,  è la vincitrice della sfida del mese scorso, e andatevi a vedere che cosa è stata capace di Inventarsi per stravolgere la pasta alla norma, FANTASTICA!!)), e qui sotto per la mia un pochino riadattata!!

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Japanese Cotton Cheesecake

 

formaggio fresco (tipo philadelphia) 200g + 50 g di latticello
uova 6
zucchero 140g
latte fresco 100ml
farina 60g
burro  olio di  semi di girasole  50g
amido di mais 20g
succo di limone 1 cucchiaio
lievito per dolci 1/4 cucchiaino
sale 1/4 cucchiaino

Mescolare il formaggio fresco, il burro fuso  l’olio, il succo di limone e il latte in modo da ottenere una cremina omogenea. Incorporare la farina, l’amido di mais, il sale e i tuorli (tenere da parte gli albumi), e mescolare bene. Montare poi gli albumi insieme al lievito finché siano pressoché sodi, aggiungere gradualmente lo zucchero, fino a ottenere degli albumi ben compatti. Incorporare poi, delicatamente, mescolando dal basso verso l’alto, gli albumi al composto a base di formaggio fresco.

A questo punto ho diviso in tre l’impasto e, moooolto delicatamente per non smontare il tutto, ho messo nel primo 1/3 la miscela di fiori e spezie (che per la cronaca conteneva pepe rosa, fragola in polvere, fiori di rosa, pezzetti lampone, coriandolo e vaniglia in polvere); nel secondo 1/3 riccioli di cioccolato e nel terzo 1/3 niente, l’ho lasciata nature. Ho poi suddiviso il composto nei pirottini di alluminio (ne vengono veramente tanti, tipo una ventina e sono carinissimi per un buffet in piedi) e nei vasetti di vetro; ho messo un po’ di spezie e di cioccolato sui rispettivi pirottini e li ho poi posizionati tutti in una teglia più grande  a bagno maria e li ho cotti in forno per un’oretta.

Uff, ce l’ho fatta complimenti a chi è riuscito a leggere tutto, sono stata un po’ lunghetta, eh???!!

Alla prossima!!

 

A proposito a partire da oggi ogni volta che nei tag (etichette) vedrete Proposte, significherà che ogni piatto, posata, caffettiera, brocca…. e potrei continuare all’infinito, arriverà da un negozio di due care amiche che, gentilmente mi mettono a disposizione la loro *mercanzia* per meri usi fotografici, aimè, se vi piacciono fateci un salto se passate dalle loro parti e dite che vi manda   Pappa e Cicci!

venerdì 17 settembre 2010

Farro con piselli e pancetta


foto 060
E’ da un po’ di tempo a questa parte che mi sono allargata a cucinare cose un po’ diverse dal solito, un po’ perché mi annoio a mangiare sempre le stesse cose, un po’ perché mi piace provare gusti nuovi, un po’ perché sono curiosa e un po’ perché, come avevo già detto qualche tempo fa, a causa di una temporanea intolleranza al frumento mi sono dovuta adattare a cambiare le abitudini mangerecce della nostra famiglia.
Non che i cambiamenti siano andati a genio a tutti e subito, ma piano, piano si sono abbastanza abituati a vedere sulla nostra tavola cereali diversi dal solito riso come farro, kamut, miglio, riso nero, riso rosso… Da quando li ho scoperti ho mantenuto la sana abitudine di alternarli all’interno della nostra dieta. La cosa che più mi ha stupito di questi cereali è che si possono trattare esattamente come la pasta o il riso, hanno solo una cottura più lunga, ma rimangono ben sodi e sono ottimi, in inverno nelle minestre o nelle zuppe, e in estate nelle insalate, insomma adatti in tutte le stagioni!
I cereali hanno diversi pregi, sono più digeribili, sono ricchi di fibre che fanno bene al nostro intestino e inoltre hanno un indice glicemico più basso di pasta o riso, dunque mangiandone la stessa quantità ci fanno ingrassare un pochino meno.
Questa ricetta è semplicissima io l’ho preparata quando faceva ancora caldo, caldissimo  e l’abbiamo gustata, appena fatta, cioè calda, e a temperatura ambiente, il giorno dopo, era ottima anche così!
Con questa ricetta  tra l’altro, partecipo al contest che il Gatto goloso ha  organizzato in collaborazione con Prometeo
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Ingredienti:
300 g di farro Biologico
120 g di pancetta
160 g di piselli
mezza cipolla non troppo grossa
un paio di cucchiai di olio evo
mezzo bicchiere di vino bianco
sale e pepe qb
Preparazione:
Prima di tutto fate cuocere il farro secondo quanto riportato sulla confezione (ce ne sono in vendita di tipi che cuociono velocemente, io ne uso un tipo che necessita di 40 minuti di cottura partendo dall’acqua fredda e calcolando il tempo da quando l’acqua inizia a bollire).
Tritate la cipolla sottilmente e la pancetta a cubetti, in una padella capiente soffriggete la cipolla con un cucchiaio di olio, aggiungete la pancetta e sfumate con il vino bianco aspettando che si evapori prima di aggiungere i piselli (io avevo quelli congelati che la mia mamma pazientemente aveva sgranato questa primavera), cuocete per qualche minuto, salate e pepate.
Nel frattempo il farro sarà cotto, scolatelo e versatelo in padella con il condimento preparato, aggiungendo un filo di olio e se vi piace spolverizzando con un pochino di prezzemolo tritato (io non l’avevo in casa ma secondo me non ci  sta male!).

edit del 13 novembre
Con questo post partecipo alla raccolta sul farro di Montagne di biscotti



mercoledì 15 settembre 2010

Pane di fine estate… con pomodoro e basilico con il trucco!

pane pomodoro ebasilico1 
Questa è la storia di un pane senza impasto, profumato, meraviglioso da solo o in compagnia di un buon formaggio fresco o semplicemente di un filo di olio extra e una grattatina di aglio di Monticelli (cioè quello buono, non cinese, per intenderci!).
Parlare di pane senza impasto per qualcuno può sembrare un’eresia, ma è proprio così un pane che non va impastato, che si può fare senza Bimby, senza impastatrice e senza qualunque marchingegno moderno, un pane  che va assolutamente provato!! Una volta fatto l’esperimento ce ne si innamora alla follia, per la comodità  ma soprattutto per la bontà del risultato, credetemi!pane pomodoro ebasilico
Questo pane mi è venuto in mente giusto per il contest di Maetta, sul re dell’estate, proprio lui, Messer pomodoro in persona!! Io lo adoro, semplice in insalata o su una bruschetta e mi sono detta: *quale bruschetta migliore, di una fatta con un pane al cui interno c’è già lui!!* e così è stato!!pomodoro
Non è la prima volta che preparo il pane senza impasto ma è la prima volta che lo cuocio nel tegame (e ho fatto due prove: uno l’ho messo nell’acciaio e uno nell’antiaderente, e mo vi spiego!)
[ndr: direi che non ho notato troppe differenze tra i due materiali, sono riusciti bene entrambi]
Ingredienti:
1 kg di farina meglio la 0 o metà 0 e metà manitoba
due cucchiaini di miele o di zucchero
tre cucchiaini di sale fino
quattro cucchiai di olio evo
7 g di lievito di birra fresco
750/800 ml di acqua a temperatura ambiente
basilico fresco  qb
pomodori secchi una decina
concentrato di pomodoro tre cucchiai grandi

Preparazione
Iniziate sciogliendo il lievito nell’acqua insieme al concentrato di pomodoro, mettete tutti gli altri ingredienti in una terrina capace e mescolateli un po’ con le mani e poi unite l’acqua in cui avete sciolto il lievito e mescolate con le mani tanto da far assorbire tutta l’acqua (che lo so vi sembrerà troppa ma fidatevi non lo è). Se le mie parole non sono state sufficientemente chiare vi rimando qui a questo video (in inglese, lo so!) ma le cui immagini parlano una lingua comune a tutti, veramente!  Una volta fatto il *non-impasto* aggiungete le foglie di basilico lavato e sminuzzato con le mani e i pomodori secchi tagliati in pezzi con il coltello a vostro piacimento.
Chiudete la terrina con la pellicola e mettete a riposare l’impasto per 18/24/36 ore in frigo (se riuscita ad impostare la temperatura 5°/6° è l’ideale, altrimenti mettetelo nella parte più bassa)
Quando sarà trascorso il tempo tiratelo fuori dal frigo e dategli due pieghe, ma giusto due, così come quelle del maestro  [magari aiutandovi con un po’ di semola per governare l’impasto che sarà un po’ diciamo *blobboso*(ho reso l’idea?)], dividetelo in due  e intanto accendete  il forno con all’interno le pentole (con la dose che ho dato io ho formato due pagnotte, dunque serviranno due pentole, di acciaio, alluminio, terracotta, antiaderenti… l’importante è che abbiano il coperchio che possa andare in forno) al massimo della sua potenza (250°) e lasciate riposare il non-impasto finché il forno non sarà arrivato in temperatura.
A questo punto con un’abile gesto bisogna:
  • togliere le pentole dal forno, facendo molta attenzione perché sono roventi;
  • cacciare dentro ad ogni pentola il non–impasto;
  • tappare le pentole con il coperchio
  • metterle di nuovo in forno
  • montare il timer del forno per 30 minuti
  • togliere il coperchio e lasciare cuocere per altri 20/30 minuti
  • togliere dal forno e dal tegame il pane e metterlo a raffreddare su una griglia.
  • lasciare raffreddare completamente il pane prima di mangiarlo!!
pane pomodoro e basilico2
Questo post è veramente luuuungo, ma se vi cimenterete, vedrete che è più il tempo a spiegarlo che a farlo! 
Se avete dubbi o domande, non esitate cercherò di rispondervi! Ma ditemi l’avevate già sentito nominare?? Avete mai provato a farlo?? Se no, provate e poi fatemi sapere!!!

edit del 2 maggio 2011 con questa ricetta a me tanto cara partecipo al contest di “Mamma in pentola” Fantasie con il basilico.

basilicomedium

sabato 11 settembre 2010

Post di fine stagione: ci facciamo un ghiacciolo?? l’ultimo però!

ghiacciolo1 
Eccomi con una ricetta a parer mio fantastica, d’effetto, non sono semplici ghiaccioli ma sono *ghiaccioli-merenda*, (sapete come quella pubblicità gelato-merenda?)  sarà che il mio piccolo è abbastanza inappetente e bisogna stuzzicarlo per mangiare e non solo, ma se mangia un ghiacciolo normale poi non mi mangia più niente, (e diciamo che non è che un po’ di acqua e coloranti possa aiutarlo tanto a crescere), dunque, ho trovato sul sito del famoso formaggio questa ricettina veloce veloce e buona, io l’ho fatta con i lamponi ma si può fare veramente con ogni tipo di frutta che piaccia ai nostri piccoli, e poi è divertente si possono fare addirittura con il loro aiuto! Sono ghiaccioli con una crema di formaggio dolce!  ghiacciolo2
Eccovi la ricetta:
Ingredienti:
150 g di Philadelphia

300 g di  frutta fresca (io lamponi ma voi quello che volete)

75 g di  yogurt magro

30 g di  zucchero

il succo di mezzo limone


Preparazione:
Pulite i lamponi, lavateli ed asciugateli, unite un cucchiaio di zucchero, mescolate e lasciate riposare per 10 minuti. Frullate con un mixer a immersione e, intanto lavorate in una ciotola il philadelphia con lo zucchero rimasto, un cucchiaino di succo di limone e lo yogurt.
Unite alla purea di lamponi un paio di cucchiai di composto di Philadelphia e amalgamatelo bene!
Riempite gli stampini da gelato (a me ne sono usciti 6) alternando il composto a base di frutta con quello a base di Philadelphia, infilate al centro l’apposito stecchino o uno di legno e mettete in freezer per almeno 4 ore. Togliete i ghiaccioli-merenda dagli stampi e mangiateli in fretta prima che arrivi il freddo!!

Dimenticavo con questa ricetta ri-provo a partecipare al calendario di Ornella di Ammodomio!


mercoledì 8 settembre 2010

Tapas di fine-estate

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Fa un po’ specie accorgersi di essere rincoglioniti all’ennesima potenza!!!

Ho preparato questa non-ricetta convinta, anzi convintissima di postarla per il contest di Erborina, se non fosse che, nel cercare sul suo blog i link da inserire, mi accorgo che… sono in ritardo di un anno!!! Cosa ti vedo il link *scarica il pdf della raccolta*, ma come?? ma se scade il 15 settembre?? sì dell’anno scorso però!!! Infatti non so dove ho visto e come ho guardato (decisamente male, direi) non mi sono accorta che era stato lanciato a luglio dello scorso anno!!!! Beh, ormai non vi offendete se lascio il post così com’era?? Abbiate pazienza!!

La soluzione è una sola Me stò proprio a rincoglionì!!!!

Fa un po’ specie postare una ricetta per un contest che si intitola *TAPAS PER L’ESTATE* quando fuori ci sono 17 gradi e piove che sembra il diluvio universale, ma, lo faccio oggi, lo faccio domani, il contest sta per scadere e io non ho ancora postato la ricetta, (anche se chiamarla ricetta mi sembra quasi eccessivo), l’idea (ecco così va meglio!) per questo contest che prevedeva di pensare a qualche cosa da abbinare ai prodotti Oliva  & Marino della Pavesi.

Li ho cercati e poi trovati, giusto perché non mi sembrava giusto pensare ad una ricetta senza sapere come fossero i prodotti a cui andava abbinata, e …. li ho messi nella credenza senza avvisare nessuno, e soprattutto il mostro maggiore  che predilige il salato, che mi sarebbero serviti per il contest, per la foto oltre che per l’assaggio.

Conclusione?? Arrivo in cucina e cosa vedono i miei occhi?? Il mostro ha arraffato la busta contenente i cracker e se li è sbaffati praticamente tutti!! Ne sono riuscita a salvare giusto tre interi e qualcuno a tocchetti per la foto e per l’assaggio ovviamente!! 

Come dicevo più che una ricetta vera e propria è un suggerimento, un’idea!

tapas 2

tapas3

Ingredienti:

250g di Philadelphia

125g di roquefort

una costa di sedano 

qualche fogliolina per la decorazione

 

Preparazione:

In una ciotola mettere i due formaggi e amalgamarli bene insieme con l’aiuto di un cucchiaio fino a quando non si sarà formata una bella cremina; tagliare a dadini piccoli il sedano e unirlo alla crema, tenendone da parte un pochino per la decorazione insieme alla foglioline del sedano stesso.

lunedì 6 settembre 2010

Peperoni ‘mbuttunati alla Piacentina

peperoni
Il titolo di questa ricetta non ha, ovviamente niente di piacentino, ma la ricetta, sì!
Il tutto è nato quest’estate da un gioco fatto in un villaggio in Calabria in cui siamo stati ospiti durante le nostre vacanze, mi è piaciuto questo modo di chiamare i peperoni ripieni e così eccoveli, credo non abbiano niente in comune con i peperoni imbottiti che si fanno nel sud d’Italia, anzi, hanno tutti ingredienti decisamente nordici, e l’ingrediente che dà quel tocco in più al piatto è la pancetta piacentina, non una pancetta qualsiasi ma questa che solo chi l’ha assaggiata può sapere di cosa parlo!
Ingredienti
4 piccoli peperoni rossi e gialli
180 g carne di manzo macinata
70 g carne di maiale macinata
100 g pancetta
una piccola cipolla
una carota
un uovo
40 g di parmigiano grattugiato
la mollica di due fette di pane in cassetta ammollato in poco latte
4 cucchiai di olio
2 pomodori rossi o mezzo bicchiere di salsa di pomodoro
sale e pepe qb
Procedimento:
Lavate i peperoni , privateli dei semi e dividete ognuno a metà.  Tritate la cipolla e la carota: rosolatele in un tegame con l’olio, unite la pancetta tritata e la carne, regolate di sale, lasciate insaporite per 5 minuti, poi aggiungete i pomodori sminuzzati (precedentemente sbollentati e privati della pelle) o la salsa.
Cuocete tutto per 20 minuti, poi mettete il composto in una terrina e lasciate raffreddare. Una volta freddo il composto, incorporate la mollica di pane, l’uovo, il parmigiano, sale e pepe. Scaldate intanto il forno a 200°.
Disponete il composto preparato all’interno dei peperoni, disposti in una pirofila rivestita con carta forno e cuocete in forno per 25/35 minuti.
Ecco fatto sono velocissimi e ottimi anche il giorno dopo.
Io ne preparo sempre dose doppia o, addirittura tripla, e me li congelo, così da averli pronti all’emergenza, visto che sono uno dei  piatti che cucino che mettono d’accordo tutti, ma proprio tutti!!!

mercoledì 1 settembre 2010

Couscous, pomodori, cipolle di tropea e filetti di tonno Angelo Parodi

tonno1
Il tonno, per me, è un alimento tipicamente estivo, non è che nelle altre stagioni non ne faccia uso, ma in estate, è la soluzione veloce per una cena o un pranzo al volo e fresco, da solo o con i pomodori, l’insalata, i cetrioli… e potrei continuare così all’infinito. Questo è il motivo per cui sono noiosissima nell’acquisto!
Il contest lanciato da *Sonia nel paese delle stoviglie* in collaborazione con Angelo Parodi mi è subito piaciuto ma avevo paura di non trovare il tonno in questione qui a Piacenza, invece… l’ho proprio trovato alla coop e dunque mi sono cimentata.cous1
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Ho sperimentato una ricetta che avevo visto in tv alla prova del cuoco e mi aveva incuriosita per il fatto che il couscous non veniva fatto gonfiare con l’acqua calda o con il brodo, ma con il succo di limone! In questi giorni in cui il caldo è tornato a farsi sentire da queste parti è tornato veramente utile questo metodo (non ho dovuto nemmeno accendere il fornello), questa preparazione mi lasciava un po’ perplessa ma dopo averlo provato ho constatato che è un’ottima soluzione!
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In redienti:
250 gr di couscous
100 gr di succo di limone (io ho usato due limoni)
5 pomodori perini grandi, ben maturi e sodi
una zucchina
un cipollotto di tropea
olio evo due o tre cucchiai
menta fresca a piacere
una confezione di filetti di tonno sott’olio Angelo Parodi

Procedimento:
Mettere in una terrina capace il couscous e bagnarlo con il succo del limone, avendo cura di sgranare bene con una forchetta i granelli di couscous per farli separare uno dall’altro.
Lasciamo il couscous e ci dedichiamo a pulire le verdure, tagliamo i pomodori in pezzetti, i cipollotti ad anelli sottili, la zucchina (a cui io ho tolto la parte bianca interna) in pezzetti grandi quanto i pomodori una volta tagliato tutto aggiungere le verdure al couscous, il tonno sbriciolato e aggiustare di sale. Condire infine con l’olio e menta fresca a piacere. Lasciate per almeno 2 ore in frigorifero. Prima di servire aggiungere qualche pomodoro tagliato e qualche foglia di menta per decorare a piacere. Si conserva in un contenitore ermetico anche due o tre giorni in frigo, anzi il giorno dopo è anche più buono!!