giovedì 28 aprile 2011

Gnocchi di semolino -ritorno all’MT Challenge con un classico-

gnocchi di semolino

Eccomi di ritorno a questa “gara”, che gara non è, è un modo simpatico per sperimentare e gareggiare per il solo divertimento di farlo, senza vincere niente (beh, a me personalmente, piacciono un sacco i premi che ci vengono assegnati ogni volta, ricchi di umorismo e simpatia).

Dopo qualche mese in cui per i motivi che vi ho già detto non riuscivo a partecipare finalmente questo mese sì, ce l’ho fatta! :DD

La ricetta oggetto della sfida è un classico “I gnocchi di semolino”, come già detto i gnocchi sono il piatto preferito qui e li avete visti già in varie versioni ma questa mi mancava.

All’inizio mi sono messa a pensare a come potevo variare la ricetta (rispettando le regole, si intende!) poi mi son detta perché stravolgerla? per una volta ho pensato a quello che dice sempre Ale e mi son detta che aveva ragione!

Dunque la ricetta non è rivisitata, non è stravolta, è classica che più classica non più può! solo fatta con l’aiuto di un BARBATRUCCO un trucchetto! questo, vi voglio svelare (magari per qualcuno è la scoperta dell’acqua calda) ogni volta che li facevo mi ritrovavo a preparare una teglia bella da presentare in tavola con i bei cerchietti tutti di misura e poi una teglia “per la serva”, come dico io, fatta con i ritagli, buoni anche loro ma diciamo meno bellini della teglia padronale! Allora cosa mi sono inventata? ecco!!

Preparo tutto normalmente e poi li metto in una bottiglia di plastica a cui taglio sia il collo che il fondo, appoggio il cilindro così ottenuto sulla carta pellicola e lo riempio con il composto per gli gnocchi, lo sigillo bene con la pellicola tutto intorno e lo metto in frigo per almeno una notte così che si rassodi per benino, l’indomani tolgo la pellicola, lo faccio uscire dal cilindro e taglio le rondelle alte circa un cm, procedendo come al solito!

Ecco svelato il BARBATRUCCO ! Niente scarti, niente “teglia della serva” solo un pranzo da re per tutti!

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La foto è veramente brutta, lo so, ma rende bene l’idea!

Per la ricetta non faccio altro che fare copia-incolla con quella di Stefania (alias Arabafelice) vincitrice dello scorso mese, che tra l’altro è praticamente identica alla mia.

GNOCCHI DI SEMOLINO ( per 6 porzioni circa)

Ingredienti

un litro di latte

250 g di semolino

2 tuorli

20 g di burro

sale, noce moscata

100 g di parmigiano grattugiato

per la gratinatura

50 g di burro

parmigiano grattugiato a piacere 

Preparazione

Mettere in una pentola capiente il latte, il sale e una grattata di noce moscata. Portare ad ebollizione e versarvi quindi il semolino a pioggia mescolando in continuazione. Abbassare un po' il fuoco, e mescolare con forza finche' si otterrà un composto solido e compatto, che si stacchi dalla pentola.
Spegnere il fuoco e far intiepidire, quindi aggiungere i 2 tuorli, il parmigiano ed il burro. Aggiustare eventualmente di sale.

Mettere il composto nel cilindro/bottiglia come spiegato sopra.

Coprire  gli gnocchi con il burro a fiocchi e il parmigiano e mettere in forno a 200 gradi con il grill per 10 minuti, finendo con una botta di grill per colorire la crosticina.
Servire caldi.

ps io stavolta mi son divertita a farli anche quadrati! per necessità, visto che a causa di un progetto un po’ ardito da realizzare con le bottiglie di plastica mi son ritrovata a secco,  ho ripiegato su un contenitore del latte di tetrapak di forma quadrata, beh hanno il loro perché!

Note:

Io ne preparo un po’ di più di solito e li stivo nel freezer in porzioni singole, sono una manna in certi periodi quando, soprattutto mio figlio grande (che tra l’altro li preferisce conditi con il sugo ai funghi porcini e besciamelle!) torna affamato da scuola e io sono in super-ritardo dal lavoro!

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martedì 26 aprile 2011

Frittura di fiori

Ho esattamente 10 minuti per scrivere e pubblicare questo post, mi aspettano giornate intense (tanto per cambiare!) dunque bando alle ciance…
di ritorno dal pranzo di Pasqua ci siam fermati a fare una piccolissima scampagnata e me ne sono tornata con questo bottino!
fiori di robinia
   Fiori di Robinia (chiamata anche Acacia)

fiori di sambuco
Fiori di Sambuco
Era davvero tanto tempo che pensavo di provare a cucinarli e …. eccoli!

sambuco
robinia
La ricetta di quelle talmente semplici che sono quasi imbarazzanti e per la quale nessuno può usare la scusa di non essere bravo in cucina!
“Rubata” a Simone Rugiati (chef che ammiro per la semplicità e l’originalità con cui presenta ogni piatto) ecco la ricetta della pastella perfetta, croccante, asciutta e saporita!!

Ingredienti
2 cucchiai di farina 00
2 cucchiai di farina di riso (io non ne avevo in casa e non ho fatto niente altro che mettere due pugnetti di riso nel Bimby)
2 cucchiai di semola di grano duro
acqua frizzante freddissima
3 cubetti di ghiaccio
olio di semi di arachide per friggere
fiori di sambuco e di robinia (acacia)
Preparazione
In una ciotola miscelate le tre farine e aggiungete acqua fino a che non diventa una pastella simile alla consistenza dello yogurt (non quello compatto, ovviamente :P) sciogliete bene i grumi mescolando energicamente e quando è pronta aggiungete i cubetti di ghiaccio.
Nel frattempo avrete messo a scaldare l’olio (il fritto per essere buono e asciutto necessita di una buona quantità di olio, non siate tirchi! non è vero che se c’è tanto olio ne assorbiranno di più, funziona esattamente al contrario! per intenderci almeno 3 dita di olio) in una capace padella, quando sarà caldo intingete i fiori nella pastella e scolatela un pochino immergeteli nell’olio fino a coloritura (io li preferisco un po’ chiarini ma li si tratta di gusti) lo shock termico che avviene tra la pastella ghiacciata e l’olio bollente farà rimanere croccante il vostro fritto!!!

ps è scontato che i fiori, non potendo essere lavati, debbano provenire da una zona dove gli agenti inquinanti siano il meno possibile, insomma non raccoglieteli ai bordi delle strade trafficate, non è il caso!

Penso proprio che questa ricetta diventerà una sana abitudine primaverile! buona settimana a tutti!

ps non ce l’ho fatta in 10 min. mi devo migliorare!!!
 
con questo post partecipo e VINCO la pagina del calendario di maggio  Ammodomio di Ornella e Simona!!!!
Partecipo anche al contest di Marilì Gustoshop In fiore che mette in palio prodotti tipici italiani!
 
Gustoshop-concorso-icon

sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua!

easter egg pc

 

Per oggi niente ricette, solo un augurio di una Serena Pasqua a tutti quelli che passando di qui, che sia  ogni tanto o sempre, poco o tanto, per sbaglio o per davvero,  di corsa o con tutto il tempo del mondo…. condividono con me un pezzo del mio incasinatissimo mondo.

Arrivederci a martedì!! 

venerdì 15 aprile 2011

Pumpkin focaccia *focaccia con la zucca*

pumpkin 
Eccola la focaccia di cui vi parlavo nel post precedente, è una delle tante proposte che Antonella di “Pappareale” fa nel suo meraviglioso libro tutto sull’uso della pasta madre.
Io, piano, piano ne sto provando tante e per ora nessuna  mi ha ancora deluso.
Io non farò altro che copiare pari, pari la ricetta ma aggiungerò anche la conversione per farla con il lievito di birra e con l’uso del Bimby, rendendomi conto che non tutti possiedono tempo, voglia e dimestichezza per maneggiare la pm.
Ho adocchiato questa ricetta per smaltire la famosa zucca di mia suocera (anche se di zucca ne serve veramente poca in questo caso) ma direi che l’esperimento è piaciuto e finito subito!!
Ingredienti
300 g di farina di frumento 0 tipo manitoba
50 g zi acqua
50 g di latte
100 g di pm rinfrescata la sera prima (1/2 cubetto di lievito di birra)
80 g di zucca cotta al forno
4 g di miele
7 g di sale
14 g di olio evo
1/4 di cucchiaino di paprika dolce o piccante a piacere (io ho messo del rosmarino tritato finemente al mortaio)
Preparazione
Mettere la pasta madre in una terrina capiente, aggiungere l’acqua e il latte tiepidi, con una forchetta o con la mano (io con il Bimby) sciogliere bene il lievito finché sia tutto liquido. Aggiungere il miele, la farina, la paprika (io il rosmarino tritato), la zucca cotta e frullata, il sale e mescolare. Io ho azionato il Bimby a vel 6/7 per circa 30 secondi poi a vel spiga per 3 minuti e si è così formata una palla che ho messo a lievitare per circa tre ore lontano da correnti d’aria, dopodiché ho sgonfiato l’impasto in modo da ottenere un rettangolo e ho proceduto con una serie di pieghe e ho lasciato riposare ancora per un’ora.
Ho preso l’impasto e l’ho steso  con le mani, quindi l’ho adagiato nella teglia imburrata, coperto con la pellicola trasparente e lasciato lievitare ancora per 3-4 ore, poi ho unto la focaccia con l’olio, fatto  con le dita, delle fossette a intervalli regolari, spolverato  con sale grosso e semi di sesamo nero e infornato  in forno statico e preriscaldato a 200° per 25 minuti.
Nel caso usiate il lievito di birra sarà sufficiente scioglierlo con acqua e latte tiepidi e poi procedere come con la pm.
ps io non avevo in casa paprika, dunque non l’ho messa ma a posteriori vi consiglierei di aggiungerla (togliendo il rosmarino, ovviamente!)perché i due gusti insieme si sposano perfettamente!!
Con questa ricetta partecipo al contest di Annalù e Fabio di “Assaggidiviaggio” ; è veramente perfetta per finire in un cestino come quello della foto!!


Foto contest Cosa metto nel cestino

mercoledì 13 aprile 2011

gnocchi di zucca d’emergenza

gnocchi di zucca

Eccomi di corsa come al solito, questa settimana ci si sono messe pure le tubature di casa, io mi arrangio a fare un po’ di tutto e sta settimana prima il lavandino della cucina che si è intasato di calcare e mi ha costretto a svitare tutti i tubi sotto il lavello, disincrostarli e poi riavvitarli, per ottenere che il rubinetto si era sbloccato ma perdeva!! accc… allora il mcgiver che è in me se ne è venuto fuori, non con una forcina per capelli, ma bensì con una guarnizione di riciclo ben più grossa del necessario che però ho debitamente portato alle misure necessarie risolvendo il guaio. Non era sufficiente un intervento, la sera successiva la lavatrice, il filtro per la precisione, e solo chi ha provato sa cosa vuol dire! Svuotare bacinelle e bacinelle di acqua (e poi mi domando ogni volta: ma perché li mettono in posizioni così scomode sti benedetti filtri?? ) Alzi la mano chi lo pulisce e lo svuota prima che si blocchi la lavatrice! io me lo ripropongo ogni volta ma poi non lo faccio mai e ogni volta sacramento in cinese per la rabbia!

Insomma tutte queste mie peripezie mi hanno o tenuta lontana dal blog! Ma ora eccomi con una ricetta, veloce, veloce!

Mi sento di affermare che gli gnocchi sono in assoluto il piatto preferito in casa Pappa e Cicci, da tutti!

Questi in particolare li ho fatti per usare una zucca che mia suocera mi aveva portato e che necessitava di essere usata velocemente e, avendo io il freezer abbastanza pieno (soprattutto di zucca O.o) ho pensato di metterla tutta al forno, un po’ ce la siamo mangiati condita con olio e sale, un po’ l’ho usata per una focaccia che posterò prestissimo e il resto per questi gnocchi (che poi ho congelato già belli pronti!) sono veloci e semplicissimi da fare!

Ingredienti per gli gnocchi

500 gr di zucca cotta al forno

farina 00 quanto basta

sale

Per il condimento

100 g di burro

salvia fresca 5 o 6 foglie

Prendete la zucca e passatela nello schiacciapatate o nel passino a manovella, mettetela in un tegame antiaderente e fatela asciugare un po’ a fuoco lento, mescolando in continuazione per non farla bruciare e per controllare che l’acqua in eccesso evapori.

Lasciatela raffreddare, dopodiché la disponete a fontana su una spianatoia e formate il classico cratere, iniziate aggiungendo farina poco alla volta fino a che l’impasto no risulterà abbastanza sodo (non si deve appiccicare alle mani), non ho messo un peso di farina in quanto dipende dalla quantità di acqua contenuta nella zucca che può essere veramente variabile.

Dall’impasto ottenuto tagliate delle porzioni e formate delle bisce da cui staccare i tocchetti della misura che preferite, a me piacciono né troppo  grandi né troppo piccoli, ma va a gusto!

Una volta formati io li ho congelati ma si possono comodamente cucinare subito, per me il massimo sono (una volta bolliti in acqua salata e ripescati quando salgono a galla) conditi con burro e salvia semplicemente soffritti in padella finché il burro non diventa di un bel color nocciola e si insaporisce di tutti gli oli essenziali che la salvia rilascia (questo condimento esalta il sapore della zucca) ma credo che gli gnocchi non disdegnerebbero di finire annegati in un buon sugo di funghi porcini! a voi la scelta!

 

ps se li congelate disponeteli su vassoi di cartone, coperti con carta forno e metteteli a congelare ben distanziati tra loro, quando saranno congelati potrete metterli nei sacchetti e non si attaccheranno più nemmeno in cottura, saranno perfetti!

giovedì 7 aprile 2011

Racconto di un bel pomeriggio a Zurigo… ops a Milano ;P

Caspita, non so da dove incominciare!
Proviamoci!
Circa una decina di giorni fa mi arriva una mail, io incredula la apro, la leggo e poi inizio a cercare conferme su fb sulla veridicità della cosa, e sempre più incredula, inizio a realizzare che hanno chiamato proprio me!! Non ci credevo, davvero, ma poi era veroooooo!
Finalmente ieri, il grande giorno, sono partita, dopo aver sistemato lavoro, figli e tutto il resto (non so ancora perché, ma non appena andrò in analisi lo scoprirò, quando parto sento la necessità di lasciare la casa come se non dovessi più tornare, così mi stresso a lasciare tutto perfetto!! c’è qualcun altro che soffre della stessa sindrome??)
Arrivata in stazione, senza aver pranzato per la troppa agitazione (capita raramente che io non abbia fame, dunque ero veramente tanto agitata) con almeno 40 minuti di anticipo per la paura di perdere il treno, finalmente salgo sulla carrozza n. 5 e immediatamente trovo Sara, identica alle foto per fortuna, dunque non ci è servita la classica rosa rossa in bocca per il riconoscimento, e subito ci siamo messe a chiacchierare, l’agitazione è passata e, come ogni volta che incontro una di noi, mi è sembrato di conoscerla da sempre, tante cose in comune, da condividere e di cui parlare!
In un attimo siamo arrivate a destinazione dove ad aspettarci c’era la dolcissima Tery, a prima vista sembra una bomboniera per tanto è carina e gentile (spero che la definizione non ti offenda!), in questa sorta di foot-pooling abbiamo recuperato Sabrina, poi ci ha raggiunto Silvia (la mia fotografa preferita!! se non avete mai visto le sue foto e il suo blog, correte è da vedere!!).
Tutte insieme siamo andate in una magnifica scuola di cucina dove ad attenderci c’erano Andrea, Simona, Ivan e Isabella che ci hanno accolto in maniera egregia, prima raccontandoci le meraviglie di Zurigo, mi è proprio venuta voglia di andare a visitare questa meravigliosa città d’arte, di cultura ma anche di shopping, di vacanza e di vita per tutte le età, e poi lo chef stellato Michelin Christian Nickel del ristorante Rigiblik di Zurigo ha cucinato per noi piatti meravigliosi che ci hanno deliziato non solo il palato ma anche gli occhi!
Diciamo che, io personalmente (e anche qualcun altro ma non farò nomi per non rischiare :P), non ho disdegnato niente di quello che ho assaggiato, ma che alcune cose mi sono piaciute molto più di altre, come ad esempio i capperi fritti (non sapevo nemmeno si potessero friggere!), la cipolla, fritta anch’essa, e poi tritata al mixer e ripassata a disidratarsi in forno fino a diventare una sorta di muesli, la sella di vitello incredibilmente morbida e succosa e infine il tuorlo d’uovo fritto (in assoluto la cosa che mi è piaciuta di più!).
Io sono rimasta entusiasta di tutto, del cibo, del trattamento  ma soprattutto delle persone che ho incontrato, alcune “conosciute” si fa per dire come Manu (finalmente dopo tanto tempo ce l’abbiamo fatta :D), Barbara (è stato un gran piacere), Chiara (sei proprio frizzante e unica!), Tery e Sara e, altre che ho avuto il piacere di conoscere ieri e che sono state una piacevolissima scoperta come Ilaria (la mia compagna di Luxemburgery  e con la quale, dopo aver diviso tutti e dico tutti i gusti di questi meravigliosi dolcetti ormai sono legata per la vita, in effetti si poteva non assaggiarli tutti? fossero stati poco buoni?? era nostro preciso dovere farlo per tutti voi , vero Ilaria???), Alessandra e Mariacristina, con cui ho parlato poco ma spero ci sarà occasione di rifarsi, e Sabrina (brillante e *smemorata* con cui mi son trovata subito bene), c’era poi anche Lydia che purtroppo ha fatto una toccata e fuga con la quale abbiamo insegnato a Manu che noi non siamo giovanili ma giovani (vero Lydia??).
E’ stato un ricco appuntamento che mi è talmente piaciuto che al ritorno mi sembrava di essere appena arrivata, è durato un attimo ma sicuramente rimarrà impresso nella mia mente per moooolto più tempo.
Ed ora le foto che, (non ditelo con la mia fotografa preferita) ho ritoccato con il solito “mi sento fortunata” di Picasa (ieri ho scatenato l’ilarità del gruppo con questa dichiarazione! soprattutto quando ho dichiarato che, il più delle volte, premendo il pulsante suddetto ti vien voglia di dire: “va beh, rimango sfortunata” per tanto brutte le fa diventare!) non appena la mia fotografa preferita si deciderà a fare un corso, magari sarò più brava anche nel post-produzione (giusto Silvia???)
L’unico rimpianto? Aver scattato troppe poche foto, è davvero difficile ascoltare (soprattutto quando il cuoco parla inglese), guardare e fotografare! La prossima volta sarò più brava!
Buona visione!!! 
zurigo

 sella di vitello con spuma di Gruyere, indivia e cipolle crocanti
 tartar di trota con erba cipollina e tuorlo d'uovo fritto
sfoglie di pane di segale e meringa alle erbe

zurigo1

Mittefoglie alla crema di fragole

dolce al cioccolato e maracuja
 Luxemburgerli

venerdì 1 aprile 2011

Due gusti son meglio che uno (du gust is megl che uan!)

 

due gusti 

Chi se la ricorda questa famosa pubblicità? forse solo le più vecchie di noi, mi è venuta in mente pensando a che titolo dare a questa ricetta per Kia, sono supermegaincasinata ma il tempo per la Kia mi sono imposta di trovarlo!

Ho comperato questa alga magica diverso tempo fa (e per i miei lettori piacentini dico che se la cercate nei paraggi la potete trovare da Naturasì), in un momento di  delirio da acquisto compulsivo (problema che ho sempre avuto anche prima di essere food blogger, dunque non posso imputare il mio problema all’appartenenza alla categoria!). Mi incuriosiva come ingrediente e così l'o misi nel carrello, arrivata a casa mi riproposi di usarlo a breve ma… niente! Ecco l’occasione è arrivata con il contest di cui sopra!

L’ho trovato un ingrediente davvero eccezionale, dona una consistenza ben diversa dalla solita gelatina, da provare e soprattutto se si sbaglia nel dosaggio si può rimettere il composto sul fuoco e ricominciare perché a contatto con il calore perde il suo potere gelificante, bello vero?

Questa ricetta è stata oggetto di varie esecuzioni prima di trovare la giusta consistenza, il giusto mix di sapori,erano  almeno un paio di anni che ho in testa di sperimentare il meraviglioso connubio caffè-mandorla assaggiato in Sicilia in occasione di una vacanza.Non avevo mai assaggiato la granita siciliana prima di allora e, quando il barista mi propose di mettere caffè e mandorla insieme, beh, lì fu amore al primo assaggio e ogni fine pasto mi concedevo questa deliziosa squisitezza.

Bene da allora mi ero immaginata una panna cotta, un semifreddo insomma qualcosa di morbido che richiamasse alla memoria quel mix di cui mi ero innamorata e dopo prove su prove finalmente ho ottenuto ciò che volevo.

Eccovi la ricetta un pochino lunga a prima vista ma assolutamente semplice soprattutto se si considera che si può preparare a più riprese!

Ingredienti per la panna cotta al caffè

250 ml di panna fresca

25 gr di zucchero

due cucchiai di caffè solubile

2 g di agar agar in polvere

Procedimento

Unire tutti gli ingredienti in un tegamino meglio se antiaderente e mettere sul fornello a fuoco basso, far raggiungere il bollore, mantenere per un paio di minuti e poi spegnere, versare il composto nei bicchierini fino a riempirli per metà, bagnare un bicchierino più piccolo di misura e inserirlo nella panna cotta così da formare una volta raffreddata un incavo in cui inserire il biancomangiare.

lasciate raffreddare e mettere in frigo.

 

Ingredienti per il biancomangiare alle mandorle

250 ml di latte intero

150 gr di mandorle tritate

100 ml di panna

100 gr di zucchero

2 gr di agar agar in polvere

Procedimento

La sera prima mettere le mandorle in un recipiente capiente e versare il latte e 3/4 dello zucchero totale, mescolate per scioglierlo un pochino e chiudete con una pellicola, riponete in frigo fino al mattino e comunque per 12 ore.

Una volta trascorso il tempo, con una garza (io uso quelle della farmacia sterilizzate) filtrare il latte premendo bene le mandorle per far uscire tutto il liquido possibile, aggiungete lo zucchero rimasto , l’agar agar  e mettete sul fornello a fuoco lento fino al bollore, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Intanto montate la panna, unitela dolcemente con movimenti dall’alto verso il basso al composto ben raffreddato (altrimenti si smonta!)

togliete i bicchierini con la panna cotta al caffè dal frigo estraete  i bicchierini messi per creare l’incavo e, a cucchiaiate riempite lo spazio creato con il biancomangiare, rimettete in frigo per almeno 6 ore.

Decorate a piacere con caffè in polvere sulla superficie.

Il contrasto tra l’amaro del caffè e il dolce della mandorla sono veramente spettacolari, ho volutamente messo poco zucchero nella panna cotta al caffè proprio per questo! provare per credere!

Oggi è il primo aprile, ho ricevuto l’invito per la presentazione del nuovo programma di Gambero Rosso Channel  intitolato “Semplicemente Monny B” non ci posso credere! Credo ancora che sia un pesce d’aprile!! chissà…

Martedì prossimo andrò ad un evento con altre blogger molto più brave e famose di me! Non vedo l’ora di conoscerle e non mi sembra vero!!!

Insomma un sacco di cose belle, belle e sono molto felicissima! =D