giovedì 31 gennaio 2013

Liberiamo una ricetta: rotolini di wurstel in crosta di sfoglia

 

 

 

 

Ci tenevo tanto a scrivere questo post, oggi però era anche il giorno del compleanno e mi dispiaceva non pubblicare nemmeno una torta per festeggiare, ma, visto che per questo evento è possibile pubblicare entro mezzanotte mi sono detta: perché no?

Ora vi spiego di cosa si tratta “rubando” le parole al sito che lo ha promosso:

“”Il 31 Gennaio 2013 cucineremo tutte insieme e ognuna pubblicherà la sua ricetta sul proprio blog, liberandola e lasciando che diventi un ‘patrimonio’ per tutte: un regalo di libertà e di amicizia.

Il tema della ricetta è libero: io ho deciso di postare una ricetta di sicuro successo, perché voglio liberare una ricetta che amo ma soprattutto che amano grandi e piccini.

Le regole per partecipare sono poche e semplici, le riassumo qui di seguito (trovate le regole complete, spiegate anche in lingua inglese e spagnola qui):

- Pensate a una ricetta, non importa che sia particolarmente originale o elaborata, il tema e gli ingredienti sono completamente liberi. Realizzatela e fotografatela.

- Il 31 gennaio, indicativamente intorno alle 11 ma l'orario non è tassativo, pubblicate sul vostro blog la ricetta. Intitolando il post "Liberiamo una ricetta:..." completando con il titolo della ricetta.

- Concludete il post con questa frase: "Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web".


- Segnalate il link della vostra ricetta in questa pagina.

- Pubblicizzate l'iniziativa sui social network e/o sui vostri blog, più saremo e meglio sarà!

Gli hashtag ufficiali da usare su Twitter e Instagram: #liberericette #freearecipe

- Ah... mantenete la ricetta segreta fino al 31. Ci piace l'effetto sorpresa :-)


- Chi non ha un blog può partecipare comunque chiedendo ospitalità ad altre blogger, iscrivetevi a questo gruppo su facebook per trovare/offrire ospitalità.


E inoltre, siccome da cosa nasce cosa... allo scopo primario di divertirsi insieme si è aggiunto quello nobile della solidarietà: chi partecipa all'iniziativa o chi legge le ricette può donare l'equivalente di quanto speso per il  il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma.

La donazione può essere effettuata tramite bonifico bancario, conto corrente postare o anche online, attraverso Paypal. Qui trovate tutte le informazioni.


 

La ricetta che ho deciso di liberare è di quelle VELOCI e SEMPLICI!! Non sarà originale, ma vi assicuro che è di quelle  che piacciono sempre, adatte ad un buffet per una festa di bambini ma anche per una cena in piedi tra adulti!!

 

rotolini

 

Rotolini di wurstel in crosta di sfoglia

Ingredienti

un rotolo di sfoglia già pronto rettangolare

4 wurstel grandi

un uovo

Preparazione

Stendere il rotolo di sfoglia su un foglio di carta forno, spennellarlo con l’albume d’uovo leggermente battuto, tagliarlo in 4 parti possibilmente uguali e posizionare su ognuno il wurstel intero all’estremità del rettangolo, arrotolarlo nella sfoglia e saldare bene in chiusura; procedere così per tutti e quattro i pezzi e se si ha tempo mettere in frigo per una mezz’ora o in freezer per 15 minuti, intanto accendere il forno a 200°.

Togliere i wurstel ricoperti dal frigo/freezer e tagliateli a rondelle dello stesso spessore, a vostro piacimento, posizionateli sulla carta forno in bell’ordine e date un’altra spennellata con l’uovo, magari con il tuorlo rimasto, così prenderanno più colore, lasciate in forno per 10/15 minuti (tenete sempre controllato perché ogni forno lavora a modo suo), toglieteli dal forno, lasciateli intiepidire e serviteli! Buon appetito

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web“.

Happy birthday to you e sono 3!



compleblog

Tre, tre anni! Quasi non ci credo che son già passati…
Quante cose sono successe:
quante nuove conoscenze..
quanti nuovi volti..
quanti nuovi amici virtuali ma veri…
quante ricette fatte e fotografate.. a volte anche buttate (perché non è che tutte le ciambelle riescono con il buco!)
quante chiacchiere..
quante cose imparate..
quanti esperimenti..
Il bilancio è decisamente positivo!


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In questo giorno voglio cogliere l’occasione per ringraziarvi tutti, per aver condiviso con me questi tre anni!
E come posso ringraziarvi se non offrendovi una fettina di torta?
Una torta che non è propriamente “LA torta di compleanno” ma è il tipo di torta che la sottoscritta preferisce, una torta da credenza, da “pucciare”nel latte a colazione o per una merenda di quelle che fanno bene, per una volta ho accontentato me stessa, e la ciambella è riuscita con il buco!


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TORTA AL CACAO CON RIPIENO AL COCCO (ricetta presa da qui)
Ingredienti:
4 uova
230 gr di farina
165 gr di burro
165 gr di zucchero
100 ml di latte
1 bustina di lievito
35 gr di cacao amaro in polvere

Ingredienti per il ripieno al cocco:
100 ml di panna fresca
150 gr di cocco disidratato
130 gr di zucchero
1 albume

Preparazione:
Lavorare lo zucchero con il burro morbido, unire i tuorli e continuare a mescolare.
Aggiungere latte, farina, lievito e cacao amaro.
Amalgamate bene il tutto.
A parte montate gli albumi a neve ed incorporateli delicatamente al composto.
Per il ripieno al cocco:
In una ciotola montare l'albume a neve, unire lo zucchero, il cocco e la panna.
Amalgamate bene.
Imburrate e infarinate una tortiera e versate metà del composto al cioccolato, aggiungete il ripieno al cocco e coprite il tutto con il restante composto al cioccolato.
Infornare a 190 gradi per circa 45-50 minuti.
Lasciate raffreddare, togliete dalla tortiera e spolverate con zucchero a velo.

lunedì 28 gennaio 2013

I Pci al ragù di Luganega

 

Lo ammetto, non ho resistito, sono piaciuti talmente tanto che li ho rifatti, avete capito bene: ho RIPICIATO!

Diciamo che la ricetta è sempre quella di Patty,  non ho cambiato una virgola, ho cambiato solo il condimento, ne ho scelto uno che ha successo garantito!!

Il ragù di salsiccia,che qui nel piacentino chiamiamo luganega,  è di sicuro il preferito in casa, da tutti!

 

PICI LUGANEGA

 

Per la ricetta dei Pici copio-incollo quella di Patty, che meglio non si riesce a spiegarvi, se poi volete c’è sempre il video del post precedente dove si può vedere come li ho fatti io…

Per i Pici - 4 persone:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – q.b. – (io ne ho usati 150ml scarsi)

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.

Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.

Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno. 

Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità. 

Alcune Note importanti mentre preparate i vostri pici:

1. Non vi si chiede di tirare pici lunghissimi. Onestamente lo fanno in pochissimi e alla fine la lunghezza non influisce sul sapore. Quindi non vi preoccupate di questo.

2. Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
3. Il picio non è perfetto! Non deve esserlo.
La sua bellezza deriva da bozze, schiacciature, diametro irregolare.
Insomma, si deve sentire la mano della donna che li ha tirati. Inoltre, se vi si rompono mentre li fate, pace! Avrete dei pici cortini. Si mangia tutto! Non state a preoccuparvi del loro aspetto. Il picio è un canto all'imperfezione!
4. Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.
5. Il picio è una pasta povera e di terra.

Per il sugo alla Luganega

300 g di luganega fresca

mezza cipolla tritata finemente

un cucchiaio di olio evo

3/4 cucchiai colmi di concentrato di pomodoro

acqua circa 150ml**

In un tegame mettete a soffriggere la cipolla con l’olio, appena inizierà ad imbiondire aggiungete la luganega spellata e spezzata in tocchetti con le mani, lasciatela bene rosolare finchè non si vedranno più pezzetti rosa e, solo a questo punto, aggiungete il concentrato di pomodoro sciolto nell’acqua. La quantità di acqua che uso è variabile in base al tempo che ho per preparare il sugo, vi spiego meglio, se sono di corsissima  a volte nemmeno la metto, aggiungo direttamente il concentrato  e lo lascio cuocere giusto 10/15 minuti, il tempo perché cuocia la pasta; se invece ho tempo metto tutto un bicchiere e lascio cuocere a fuoco lento finchè non si è raddensato il condimento. Non sarà un procedimento tanto ortodosso e, credo che se mi vedessero i giudici di Masterchef mi condannerebbero alla pena di morte, ma vi assicuro che il risultato è incredibile! provate e mi direte!!

Mettete a bollire una capiente pentola con l’acqua salata, quando bollirà buttate i pici e quando verranno a galla saranno pronti per essere conditi con abbondante sugo e una spolverata di Grana Padano, se vi piace.

 

Con questo post RI-partecipo all’MTChallenge di Gennaio

Gli sfidanti di Gennaio 2013

venerdì 25 gennaio 2013

Biscotti rubati all’Araba per Salutiamoci

 

biscotti miglio banana

 

Gennaio lo segnerò sul calendario come il mese dei ritorni, dopo essere ritornata con ben 2 ricette all’Mtc, ora ritorno  anche a Salutiamoci che questo mese è ospitato da Architettarte dove troverete tutto ciò che vorreste sapere sull’ingrediente del mese: IL MIGLIO.

io lo avevo già usato in passato per questa ricetta che però non rispetta tutti i diktat severissimi del contest e questo cereale mi era piaciuto, perciò l’ho riprovato!

Già qualche tempo fa avevo fatto outing, vi devo riconfessare che sono schizofrenica. Si, si avete capito bene, culinariamente parlando mi sento schizofrenica, perché alterno momenti in cui sono bravissima e mi limito nel consumo di certi alimenti e momenti in cui non mi limito per niente!

Ogni volta che partecipo a Salutiamoci ci provo, poi però cedo… accipicchia a me! devo imparare ad essere più costante e a mettere in pratica tutta la teoria che ho imparato nel tempo anche grazie al progetto e alle meravigliose ideatrici!

Ora veniamo alla ricetta “rubata” all’Araba, che in questo ultimo periodo posta ricette con un numero limitatissimo di ingredienti, ultimi solo in ordine di apparizione i biscotti banana, avena e gocce di cioccolata, ma, essendo il miglio l’ingrediente del mese, ho pensato di fare una sostituzione omettendo il cioccolato sostituendolo con della frutta essiccata.

Per essere sinceri in casa sono piaciuti solo a me, il gusto della banana cotta non è particolarmente gradito, diciamo che se siete abituati ai soliti biscotti industriali o anche fatti in casa ma magari di frolla sarà difficile che incontrino il vostro gusto, ma se siete anche un pochino abituati, e se avete voglia di qualcosa di dolce che vi soddisfi senza creare troppi sensi di colpa questi sono i biscotti giusti, rimangono croccantini all’esterno e morbidi dentro,  fate come me provate con pochi e poi se vi piacciono organizzate la produzione su vasta scala.

Biscotti miglio & banana

ingredienti per 6/7 pezzi

una banana matura

miglio soffiato tre pugnetti

fragole essiccate una dozzina

Procedimento

Mettete la banana a pezzi in un piatto, schiacciatela con i rebbi della forchetta e aggiungete il miglio, io ho proceduto con le mani per rendermi conto della consistenza, se la banana è molto matura può essere che vi serva altro miglio, bisognerà andare un pochino ad occhio ma la consistenza finale che dovrete ottenere è pressappoco come quella di un risotto. 

Metteteli a cucchiaiate su una teglia ricoperta di carta forno, infilate in ogni biscotto due o tre  pezzetti di fragole e infornate in forno caldo a 180° per 15 minuti, badando che non si secchino troppo.

Come consiglia anche Stefania, lasciateli freddare prima di mangiarli, sono decisamente meglio!

Un 'iniziativa per la salute....

mercoledì 23 gennaio 2013

I pici del ritorno all’ MTC... all'amatriciana

 

pici1

Questa ricetta mi ha proprio fatto tornare la voglia di partecipare all’ MtC (Menù Turistico Challenge) dopo troppi mesi di assenza.
Sarà che i Pici sono un piatto assaggiato durante una gita in Toscana in occasione di un Fettunta day da Giulia,(e visto che ci siamo… quanto sarebbe bello organizzarne un altro), sarà che mi piace fare la pasta fresca in casa, sarò che il post di Patty alias Andante con gusto mi ha travolto… sarà che avevo voglia di rimettermi in gioco, insomma ho deciso di piciare!
L’MTC è bello per questo, perché ti da l’occasione di metterti alla prova, di cercare di fare un piatto che diversamente non ti verrebbe mai in mente di provare, perché non è una competizione vera e propria è un modo per sperimentare in gruppo, è bello vedere come la stessa cosa può essere vista sotto diversi punti di vista, e quando dico diversi intendo anche 70/80 reinterpretazioni della ricetta base.
Ecco, ora vi racconto come ho piciato!
Ho preparato l’impasto e l’ho lasciato riposare il tempo di una messa, per me la pasta fresca significa domenica, e dunque l’ho preparato prima della messa, avvolto nella pellicola e lasciato riposare fino al mio ritorno fuori dal frigo.
Di ritorno mi sono messa al lavoro, preparatevi perché per piciare servono  tempo e pazienza, ho seguito alla lettera le indicazioni di Patty ma ho pensato che oltre alle sue parole potevo registrare un video che vi facesse vedere come ho fatto io, così ho arruolato la mia dolce metà che si è prestata a fare da cameraman per l’occasione, è la sua prima volta dunque siate clementi Sorriso

 

Come ho realizzato i pici


 

Eccovi la ricetta che ho seguito alla lettera, raddoppiando le dosi,  è perfetta!
Per i Pici - 4 persone:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb – (io ne ho usati 150ml scarsi)
 
Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell'uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all'impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
 
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola, (la mia messa è durata di più, direi un’ora e mezza)

Sugo all’amatriciana (di Sabina)

un pezzo di guanciale

2 cucchiai di olio evo

una scatola di pelati di pomodoro

pepe


Fate  rosolare il guanciale tagliato a tocchetti nell'olio dopo averlo messo a bagno nella grappa.

Aggiungete  il pomodoro scolando un po' di grasso se è troppo.

Fate sobbollire finché il pomodoro non si addensa e ricordate che  l'importante è che il sugo sia denso.

Mantecate il sugo con il pecorino nella zuppiera, versateci i PICI girando con delicatezza. 

NB questa ricetta mi è stata data da Sabina, romana doc, che ho conosciuto grazie allo swap natalizio di Milena- scimmiacruda- nel mio pacco infatti, insieme ad altre cosucce, c’erano un bel pezzo di guanciale e uno di pecorino, giusto per preparare una amatriciana doc Sorriso

Torta Arcobaleno



torta

Gennaio per me è tempo di compleanni: oggi sono due anni dalla apertura della cartoleria di cui sono proprietaria insieme alla mia figlioccia, e a fine mese compirà gli anni il mio blogghino. Dunque, quale torta migliore per festeggiare il compleanno di un negozio che io e la mia socia abbiamo decisamente trasformato in questi due anni, in un posto allegro dove si cerca di fare del buon umore una filosofia di vita?
La Torta Arcobaleno, come la chiamo io, è la torta che porta allegria solo a guardarla, quello che ci piace pensare provino i clienti quando entrano nel nostro piccolo negozio, ecco spiegato tutto!
Bene noi festeggeremo con questa torta che, se deciderete di provarla, vi farà fare un figurone, ve lo assicuro, le facce delle persone mentre la tagliate sarebbero da fotografare, un po’ come succedeva a quel programma televisivo “Candid Camera Show” ve lo ricordate? Ecco l’effetto è pressappoco come quando dicevano alle vittime di essere le protagoniste di uno scherzo!
Questa è anche la torta ideale per il carnevale che si sta avvicinando, per le feste dei bimbi,  è un modo di proporre un dolce bello, buono e non fritto adatto quindi anche a quelli  più piccini.
Dovete solo procurarvi dei coloranti, potete usarli anche naturali, ovviamente, il giallo si ottiene facilmente con lo zafferano, il marrone con il cacao, il rosso con il succo di barbabietole o di fragole e l’arancione con le carote, il verde con gli spinaci.
Potete usare qualsiasi ricetta, la vostra preferita, quella della vostra mamma, l’importante è che sia una torta dall’impasto morbido e che rispettiate il procedimento che vi indicherò qui sotto!
Io vi propongo una ricetta presa dal blog di Natalia, senza latte e derivati, molto leggera ma gustosissima!
Ingredienti:
3 uova
150gr di zucchero
200gr di farina
100ml di olio
80ml di acqua
2 cucchiaini di lievito per dolci
coloranti alimentari (o ricavati da succo di barbabietole, rape rosse, fragole, bietole…)
e un cucchiaio di cacao amaro sciolto in un dito di acqua


Preparazione
Accendete il forno in modalità “statico” a 180° (se avete questa opportunità per evitare rigonfiamenti o gobbe indesiderate che si formano durante la cottura).Montate gli albumi con 60gr di zucchero,poi passate a montare i tuorli con il restante zucchero fino a che non diventeranno una crema spumosa chiara. Aggiungete a questo composto l’olio, mescolate bene, poi versate l’acqua , ed infine la farina setacciata con il lievito.Per ultimo, incorporate lentamente con movimenti che vanno dall’alto verso il basso gli albumi montati a neve. A questo punto dividete l’impasto in 4 parti e colorate con i coloranti alimentari.
La parte scura la otterrete con il cacao amaro sciolto in poche gocce d’acqua. Per distribuire l’impasto nella tortiera ed ottenere l’effetto del colore a strisce, procedete versando un cucchiaio di una crema colorata al centro della tortiera ben imburrata, a questo aggiungete sempre al centro del mucchietto appena versato un altro cucchiaio di impasto del colore diverso, al quale aggiungerete un altro cucchiaio al centro del precedente di un altro colore e così via, fino ad esaurire le preparazioni. La crema della torta si distribuirà piano piano formando in superficie tanti cerchi colorati, che in cottura rimarranno ben distinti e formeranno un disegno a onde.Mettete nel forno caldo per circa 30 min. e lasciate la torta nel forno per altri 10. Non oltrepassate questi tempi per non seccarla troppo.



Per la prima volta ho pensato di mettere una sequenza di foto invece del solito collage, siate clementi, è il primo, prometto che le prossime volte cercherò di migliorarmi, sembra più facile a dirlo che a farlo, ma credo che le immagini rispondano a ogni domanda che vi possa venire in mente riguardo il procedimento. Sono consapevole che la qualità non è delle migliori, anzi… Triste ma nel complesso, secondo me rende. 

Buona visione!

lunedì 21 gennaio 2013

Polvere di arancia


Questa ricetta sono sicura che vi piacerà, io la trovo addirittura geniale!

arance

Ora vi spiego, io amo particolarmente il profumo degli agrumi, mi piace nei dolci soprattutto,  ma non lo disdegno nemmeno nei salati e quando, qualche tempo fa, ho trovato in rete la ricetta di questa polverina, ho deciso di provarla subito!! La prima prova l’ho fatta con i limoni e questa volta mi sono lanciata con le arance, il risultato è veramente meraviglioso!
Questa polvere ha l’enorme pregio di essere praticamente a costo zero, visto che generalmente la buccia si butta.. dura veramente tanto se la conservate in un vasetto (rigorosamente di vetro) ben chiuso, è sempre pronta all’uso ed ha un’intensità di profumi  che capirete solo quando l’avrete fatta! Inoltre è assolutamente naturale, non come tutte quelle fialette che contengono aromi totalmente artificiali, di origine chimica, che sono dannosi per la nostra salute.


polvere


Il procedimento è semplice basta prelevare con un pelapatate la buccia badando a non prendere anche la parte bianca che è quella che dà l’amarognolo.
L’unico ingrediente che vi serve sono delle arance, BIOLOGICHE, ovviamente, potete farne la quantità che volete, io vi consiglio di farne almeno un kg, se accendete il forno,  a maggior ragione, vale la pena abbondare!
Lavate e asciugate bene le arance.
I metodi per essiccare le bucce sono diversi, io ve li elenco voi scegliete quello che vi è più comodo, io ho essiccato in forno:
  • posizionate le bucce su una teglia ricoperta di carta forno e mettetele in forno a 100°  per almeno 3 ore lasciando lo sportello del forno semichiuso, così se si forma dell’umidità a modo di uscire e soprattutto non ostacolerà l’essicazione
  • posizionate le bucce su un foglio di carta assorbente e mettetele di un termosifone e lasciatele fino a che non si saranno seccate del tutto (qui i tempi variano, ovviamente, in base alla temperatura dei caloriferi e a quanto tempo stanno accesi durante il giorno)
  • posizionate le bucce al sole, se siete fortunati e vivete in un posto in cui arance e sole vanno insieme lo potete fare, qui non è possibile il tempo delle arance corrisponde a quello della nebbia Triste
  • potete mettere le bucce anche nel microonde  alla massima potenza (600/700 W) per circa 7/8 minuti, controllando che siano secche e che non si brucino
Se volete essere sicure che siano secche al punto giusto, devono spezzarsi facilmente.
Ecco,  ora non vi resta che lasciarle raffreddare,  metterle in un cutter ben asciutto (mi raccomando) e azionarlo fino a che non le avrete ridotte in polvere, mettetele in un vasetto di vetro e, prima di chiuderlo… sentire il profumo che sprigionano. Conservatele al riparo dall’umidità e, se possibile dalla luce.
Gli utilizzi sono molteplici, le potete aggiungere nel the, in una cioccolata calda, nell’impasto di una torta, in un curd, nelle scaloppine, su di un piatto di pasta in bianco con pane ripassato .. insomma, usate la fantasia!
Sono veramente felice di avervi presentato questa ricettina, ricordate sempre che  è molto meglio usare aromi naturali piuttosto che quelli sintetici che il più delle volte sono addirittura cancerogeni, e, a tal proposito,  volevo ricordarvi che domenica 26 sarà possibile acquistare le arance della salute, quelle che aiutano l’Airc a raccogliere fondi per la ricerca! Cercate la piazza più vicina a voi!! (clikkate sull’arancia per trovare la piazza)



arancia nelle piazze

lunedì 14 gennaio 2013

Tasca di vitello ripiena con Trentingrana


Innanzitutto Buon anno! il primo post dell’anno è, come ormai d’abitudine, un post salutare, che va benissimo per smaltire gli eccessi delle festività che ci lasciamo alle spalle, oggi un secondo, rarità o quasi qui sul blog, per un semplicissimo motivo: li cucino ma non mi danno particolare soddisfazione, ma questo no! questo è uno dei secondi che mi riescono meglio, un po’ come le mezze maniche ripiene, è una delle ricette di repertorio che mette d’accordo tutti ma proprio tutti, infatti se lo litigano sempre!

tascaripiena


La ricetta che a prima vista sembra complicata è molto semplice, si tratta di trovare un bel pezzo di carne di vitello e di farlo tagliare a “tasca” dal vostro macellaio di fiducia, poi il resto è veramente semplice, non serve cucire con ago e filo vi basteranno due stecchini e niente altro!

Ingredienti:
uno spinacino di vitello circa 500/600g
due uova medie bio
4 cucchiai colmi di Trentingrana
2 cucchiai di pane grattugiato
una presa di sale
uno spicchio di aglio
un cucchiaio di prezzemolo tritato
2/3 cucchiai di olio evo
un rametto di rosmarino

Preparazione
In una terrina sbattete le uova, aggiungete il formaggio, il pane, il sale, l’aglio tagliato a fettine e il prezzemolo**, mescolate finchè tutti gli ingredienti si sono amalgamati, dovrete ottenere un composto sodo, non molle, nel caso potete aggiungere sempre in proporzione uno a due, grana o pane grattugiato.
A questo punto prendete la tasca e adagiatela in una brocca o in un bicchiere simile a quello del minipimer, con l’apertura rivolta verso l’alto, iniziate a riempirla con l’aiuto di un cucchiaio (fermatevi a uno o due centimetri dal bordo).  Una volta riempita, prendete due stuzzicadenti e chiudete bene, passando da un lato all’altro come se aveste in mano ago e filo, il risultato sarà lo stesso.
In un tegame mettete l’olio e scaldatelo un pochino, aggiungete la tasca e sigillarla  bene su tutti i lati (Per sigillatura si intende una rosolatura o scottatura veloce della superficie esterna di un pezzo di carne, per poi continuare la cottura a temperature più basse) aggiungete il rametto di rosmarino, il sale e mettete un coperchio e cuocere a fuoco basso per almeno un’ora e mezza.
L’ideale è prepararla in anticipo  perché da fredda le fette si tagliano perfettamente, ovviamente la andrete a riscaldare nel sughetto che rimarrà nel tegame.
Questa ricetta  si rivela il piatto perfetto per una serata tra amici perché vi permette di avvantaggiarvi o, se siete come me, per la domenica, quando ho troppe cose da fare e l’idea di avere il pranzo pronto (la preparo e cuocio il sabato sera) è un vero sollievo.


E ora qualche trucchetto salva-tempo!
** io odio tritare il prezzemolo e sapete cosa faccio??  ne prendo un mazzetto, lo lavo tutto, gambi compresi, lo asciugo e lo metto in freezer in un sacchetto o nella pellicola, quando sarà congelato basterà stringerlo nel palmo della mano per tritarlo finissimo Occhiolino
** questa tasca si può anche preparare riempita cruda e congelare, io per esempio quando la faccio ne faccio sempre almeno due, tanto la fatica in più è poca ma il risultato è che ne avrò un’altra pronta da cuocere per la volta successiva e avrò sporcato tutto una volta in meno Occhiolino


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