mercoledì 16 dicembre 2015

Biscottini mandorle e limone per il FBcookieswap

Chi mi legge sa che adoro partecipare agli swap, e in questi anni ho partecipato davvero a tanti scambi tra blogger, uno di quelli che preferisco è questo,
splendidamente organizzato da due ragazze (Julie & Lindsay) che con puntualità e ordine gestiscono uno swap internazionaleAVETE CAPITO BENE UNO SWAP  A CUI PARTECIPANO PERSONE PROVENIENTI  da tutto il mondo il Great Food Blogger Cookie
uso le loro parole per spiegare cosa  significa
La premessa è questa: iscriversi. Ricevi gli indirizzi di altri tre foodblogger. Invii a ciascuno di essi una dozzina di deliziosi biscotti fatti in casa. Ricevi tre diverse scatoline di buonissimi biscotti da altri blogger. Pubblichi la ricetta dei tuoi biscotti sul tuo blog. Vedi le ricette di tutti gli altri. Hai un sacco di grandi idee per il cookie swap del prossimo anno.
Diciamo che quest'anno non è andato tutto liscio come al solito...  
ho preparato i biscotti per le tre blogger  a cui sono stata abbinata, ma purtroppo fino ad oggi solo una ha ricevuto il suo pacco e io dovrei aver  ricevuto altrettanti pacchetti da altre tre blogger, uno dei quali mi è stato rubato, che tristezza :(

ma lasciando stare questi spiacevoli episodi, ringrazio Jessica e Marina per i buonissimi biscotti! Mi piacerebbe sapere anche chi era la terza blogger a cui ero stata abbinata, se per caso mi stai leggendo, batti un colpo! :)

Io ho quest'anno ho scelto una ricetta nuova, presa dal Cavoletto il cui risultato mi ha decisamente soddisfatto!

Sono biscotti che rimangono morbidi dentro e leggermente croccanti all'esterno e  si preparano velocemente con ingredienti semplici da trovare!




Biscottini limone e mandorla
farina 00 200g
zucchero bianco 120g
farina di mandorle 80g
olio evo 80ml
uova 2
limoni bio (medio piccoli) 2
lievito per dolci mezzo cucchiaino
bicarbonato mezzo cucchiaino
sale mezzo cucchiaino
estratto di vaniglia mezzo cucchiaino
+
zucchero a velo e zucchero semolato qb
1. Grattugiare la buccia dei limone, mescolare la buccia grattugiata con lo zucchero e l’olio d’oliva e lasciar riposare per 10 minuti.
2. Incorporare, sbattendo con una frusta, le uova, l’estratto di vaniglia e due cucchiai di succo di limone.
3. Aggiungere le farine, il lievito, il bicarbonato e il sale, e mescolare con una spatola fino a ottenere un’impasto omogeneo (dovrete poter formare delle palline senza che l’impasto si appiccichi dappertutto, se è il caso aggiungete poca farina di mandorla per volta fino a quando l’impasto è sufficientemente consistente da essere manipolato, se è invece troppo asciutto aggiungete gocce di succo di limone)
4. Formare una trentina di palline, srotolarle nello zucchero semolato poi nello zucchero a velo e deporle su una teglia da forno rivestita di carta forno e lasciando 5cm fra una pallina e l’altra. Infornare a 190°C per 10 minuti, lasciar raffreddare su una griglia e conservare dentro una scatola ermetica.
...piccolo suggerimento, per questo e i prossimi Natali.. io ne ho fatti in abbondanza, messi in un sacchetto con chiusura a zip e infilati in freezer, vi basterà scongelarli a temperatura ambiente per 4/5 ore e saranno come appena fatti! Questa è la soluzione ideale per gli inviti a cena dell'ultimo minuto, quando non avreste tempo di preparare nulla ma anche  per l'arrivo imprevisto di ospiti a casa come succede spesso in queste feste! 




martedì 24 novembre 2015

Voglia di cambiamento

Non  so se ve lo ho mai raccontato ma tra le mie tante passioni c’è quella per l’arredamento, sarà che per necessità mi sono spesso ritrovata a ristrutturare diverse case, sicuramente la necessità c’era ma a volte la creavo anche. Trovo che tutta la creatività che ho dentro riesca a liberarsi e esprimersi appieno quando devo pensare a quale sia la soluzione migliore per ottenere un ambiente confortevole e allo stesso tempo ben organizzato.

Mi piace studiare i vari materiali, quando inizio la prendo seriamente, faccio studi approfonditi e mi documento sempre per la mia solita mania di perfezionismo, mi piace fare le cose bene e non lasciare niente al caso, ecco perché, come molti sapranno, da quando la mia socia ha iniziato ad arredare il suo nuovo nido a me è tornata la voglia di rinnovare il nostro! Diciamo che non è proprio il momento giusto ma mi sono concessa almeno il tempo di sognare ad occhi aperti, a focalizzarmi sulla stanza che avrebbe maggior bisogno di restyling in casa nostra: il bagno.

Attualmente è sui toni dell’azzurro, mi piacerebbe cambiarlo radicalmente, mi piacerebbe utilizzare materiali naturali, i rivestimenti in pietra naturale per il bagno sono l’ideale, mi rendo conto di quanto siano cambiati i miei gusti da 10 anni a questa parte, non mi sarei mai immaginata di entusiasmarmi di fronte a bagni simili…

Eppure, non potete immaginare quanto mi piacerebbe poter davvero realizzare questo mio sogno.

Abitazione Aventino : di LUCA SOLAZZO Architettura e Design

 Arch. Luca Solazzo/Homify

I toni del marrone, le pareti completamente opache, le resine e il marmo abbinati, diciamo che incontrano appieno il mio bisogno di eleganza ma soprattutto di semplicità, mi sono accorta che invecchiando  ho bisogno di ambienti puliti, minimali, proprio come questo.


Abitazione Aventino : di LUCA SOLAZZO Architettura e Design

Arch. Luca Solazzo/Homify


Sarei davvero indecisa tra un  pavimento in legno, proprio come quello in foto e  un pavimento in resina o cemento, mi piacerebbe unire due elementi naturali così differenti tra loro, uno freddo e l'altro caldo, sia a livello tattile che dal punto di vista cromatico. Adoro il risultato che ne esce!
La resina e il cemento sono materiali decisamente più attuali nello stile "industrial" che tanto sta riscuotendo successo che si contrappongono alla classicità dei marmi.

Interni Bagni : Lavabi di Marmi di Carrara
Interni Bagni di Marmi di Carrara/Homify


Non mi dispiacerebbe nemmeno una soluzione simile a questa sopra, decisamente nel mio mood del momento, le righe (in effetti sono anche in fase pois, ma forse nel bagno non starebbero bene quanto le righe e sarebbe davvero difficile trovare marmi a pois!)  magari opterei per scaldare un po' l'ambiente con un colore diverso per le pareti e sicuramente userei un materiale differente per i profili e i rubinetti che preferisco più moderni e squadrati.


Bagno eclettico di Gabriela Pereira
di Gabriela Pereira/Homify


E, visto che sto sognando a occhi aperti, perché non esagerare? Un bagno in cui ritrovare una zona verde, decisamente zen, rilassante ed elegante che mi ricorda una Spa, mi piacerebbe entrarci alla mattina, sicuramente un pieno di energia positiva!


Adesso dopo aver progettato il mio nuovo bagno, credo che uscirò a giocare una schedina del superenalotto sperando di vincere! ahahhah


Fatemi un grosso in bocca al lupo!

lunedì 23 novembre 2015

“Marmellata” di Kaki e vaniglia senza zucchero

 

confettura di kaki

Ormai lo sapete tutti, sono volubile e mi piace sperimentare, ho provato molti tipi di alimentazione, ho eliminato varie volte dalla mia dieta  glutine, latticini, cereali e legumi ecc.… a volte per pigrizia ricado negli errori che mi ero ripromessa di non commettere più, e ne pago le conseguenze, ovviamente! c’è però un alimento che ho eliminato dalla mia dieta tanti anni fa e non mi viene mai la voglia di reintrodurre, Lo Zucchero bianco, ho cercato di limitarlo anche per i componenti della famiglia, per quanto possibile, nelle preparazioni di base, poi se lo vogliono mettere nel caffè, pace, me ne faccio una ragione!

Dicevo,  sia quando acquisto prodotti pronti che quando ne preparo personalmente ho una particolare attenzione al tipo di zucchero che contengono o che uso, in questo caso ho sperimentato un metodo per produrre questa marmellata (che bisognerebbe chiamare confettura, visto che le marmellate sono solo quelle di agrumi, ma io l’ho sempre chiamata così e continuo!) che ho trovato direttamente dal blog di Roberta, ricetta ultra collaudata da lei e che mi ha incuriosito e ho deciso di provare con i caki, frutto altamente zuccherino e che abbonda in questo periodo, soprattutto per chi ha una pianta in giardino o amici generosi!

La ricetta è di quelle semplicissime, a prova di cuoco inesperto, io poi l’ho fatta on l’aiuto del Bimby, dunque un gioco da ragazzi!

MARMELLATA DI CAKI (direttamente dalla ricetta di Roberta, con le mie modifiche)

Le dosi sono indicative, poiché dipenderà dal tipo di frutta e dalla dolcezza della stessa:
1 kg di kaki ben maturi
una bacca di vaniglia                                                                                                                                   80 gr di succo bio concentrato di mela (non quello da bere come bevanda ma quello denso che sembra uno sciroppo che si trova nei negozi bio)
mezzo cucchiaino di agar agar in polvere

Ho iniziato pulendo delicatamente i kaki con l’aiuto di un po’ di carta cucina leggermente inumidita.

Li ho messi nel boccale del Bimby (se non lo avete potete metterli in un tegame sufficientemente grande e possibilmente di acciaio), tagliati a metà, con i semini prelevati dalla bacca di vaniglie e con il succo concentrato di mela per 15 min., vel 2 a 100° (per chi non ha il Bimby, ricordate di mescolare!)

Ho frullato finemente a vel 7/8 per il tempo necessario ad ottenere una purea sufficientemente fine visto che avevo lasciato la buccia che è abbastanza coriacea (ma non è indispensabile, se si vogliono trovare i pezzi) ed ho aggiunto poi mezzo cucchiaino di agar agar (per chi non è Bimby-dotato, sarà sufficiente un frullatore ad immersione)

Ho lasciato bollire dolcemente sempre a 100° ancora per 2-3 minuti.

L'ho invasata ancora bollente in vasetti preventivamente appena sterilizzati e ancora caldissimi, e chiusi i vasetti, li ho pastorizzati subito a bagnomaria (coperti completamente da acqua bollente), lasciandovela bollire per altri 15 min. (se vasetti da 250-300 gr ).
Spento il fuoco, ve l'ho lasciata finchè raffreddata.

Se è poca, e si consuma invece entro breve, può essere tenuta in frigo e si può evitare la pastorizzazione.
E' ottima su torte, gelati, yogurt, panna cotta, ecc..

Ovviamente si può usare lo stesso procedimento anche per altri tipi di frutta, io ho già in mente di provare una versione con le pere… vi terrò aggiornati!

Dimenticavo di dire che la trovo perfetta per i regalini home made da mettere sotto l’albero!

 

 

venerdì 16 ottobre 2015

Torta alla zucca

 

Questa ricetta è talmente fantastica che non posso non condividerla con voi!

Iniziamo con il dire che la zucca è uno dei prodotti autunnali che preferisco, mi piace nel pane, nella focaccia, nelle torte, nei gnocchi, negli stufati, nel ragù ... E trovo che questa torta che sto per proporvi trovo sia uno degli usi migliori che io ne abbia mai fatto!

Il risultato è una torta morbida e leggermente umida, perfetta da servire anche a fine pasto o come merenda sana per i ragazzi!

Ho visto questa ricetta dal blog di Federica e subito ho deciso di provarla, l'idea di usare la zucca cruda nell'impasto mi incuriosiva, come al solito sono partita di base dalla ricetta di Federica ma ho apportato diverse modifiche un po’ per scelta, un po’ per necessità (accidenti a me che non riesco mai a fare la spesa prima di fare una ricetta e mi tocca modificarla per forza perché mi mancano ingredienti!), il risultato è stato comunque strepitoso!

Ingredienti

180gr di zucca cruda già pulita

140gr di farina 00

80gr farina di mandorle

80ml di latte di mandorle non zuccherato

50ml di olio evo leggero

80 gr di zucchero

1 bustina di lievito per dolci

1 uovo medio

Un cucchiaio di estratto di vaniglia

Zucchero a velo per decorare

Preparazione

Tagliate la zucca a pezzetti e inseritela in un robot da cucina insieme al latte e all'olio, a me nel bimby sono bastati 4 minuti a vel 7/8 fermandomi un paio di volte per riportare al centro il tutto in modo tale che il risultato fosse una purea il più liscia possibile

Quando il risultato sarà fine e vellutato toglietelo dal robot e mettetelo a parte, nello stesso robot risciacquato velocemente, mettete l'uovo intero con lo zucchero e azionate fino ad avere un composto spumoso è chiaro (nel bimby giusto 40 sec a vel 4/5), aggiungete le farine, il composto di zucca preparato in precedenza, il lievito per dolci e l'estratto di vaniglia, azionate ancora finché il composto non sarà liscio e omogeneo (nel bimby 1 min. a vel 7/8).

Ungete con un filo di olio la teglia che avete scelto, spolverate con la farina e mettete in forno pre-riscaldato a 170 gradi per circa 30/35 minuti

Io ho usato una tortiera davvero piccola del diametro di 20 cm, la prossima volta voglio provare a raddoppiare la dose per una tortiera più grande, è piaciuta talmente tanto che è durata il tempo di una merenda!

Lasciate raffreddare la torta e appena tiepida mettetela su una gratella, spolverizzatela con zucchero a velo prima   di servirla

lunedì 12 ottobre 2015

Carbonara di zucchine


Sabato scorso è stata una giornata che difficilmente riuscirò a dimenticare, per la prima volta a Piacenza, all'interno del Gutturnio Festival io e alcune delle altre blogger piacentine (già protagoniste dei mercoledì da food blogger a Expo) siamo state invitate a cucinare sotto i portici di Palazzo Gotico
Il tema oltre al Gutturnio, ovviamente, era il nostro salume per eccellenza, la Coppa, che il Consorzio ci ha gentilmente offerto per proporre le nostre ricette!
Subito, quando mi è stato detto che il tempo a disposizione erano circa 20 minuti, ho cercato di pensare ad una ricetta espressa, era da tempo che volevo provare queste zucchine in stile paleo così mi sono subito messa ai fornelli (si fa per dire perché veramente in 15 minuti si fa tutto!), ho provato la ricetta, il risultato mi è piaciuto molto e quindi ho deciso di proporla al pubblico della manifestazione!
Semplicissima e ultra veloce perfetta per una cena sana e saziante, ideale anche come finger food per un aperitivo un po' fusion se servito in bicchierini mono porzione!
Dimenticavo di dire che questa ricetta è TOTALMENTE GLUTEN FREE, non solo è anche senza nessun tipo di cereali, perfetta per chi è sempre a dieta come me!
Carbonara di Zucchine con coppa croccante
Ingredienti per 4 persone
4 zucchine di media grandezza
3 uova preferibilmente bio
90 gr di Grana Padano grattugiato
un cucchiaio di olio evo
120 g di coppa piacentina tagliata leggermente spessa circa 2/3 mm
sale e pepe q.b.
Preparazione
Innanzitutto bisognerebbe tagliare le zucchine a forma di spaghetti, esistono diversi utensili adatti a questo scopo ma se non li avete non importa basterà tagliarle a striscioline sottili con un coltello.
In una padella abbastanza capiente mettete il cucchiaio di olio evo e la coppa tagliata a striscioline, lasciate cuocere a fiamma media finché la coppa non diventa croccante, toglietela dalla padella e mettete a cuocere (nella stessa padella della coppa) gli spaghetti di zucchine,tenendone a parte una piccola manciata,  a fiamma abbastanza alta così da scottarli leggermente senza stra-cuocerli, basteranno 5 minuti.
Mentre le zucchine cuociono,  in una piccola zuppiera mettete le uova, il formaggio, poco sale (la coppa rilascia sapidità in cottura per cui bisogna fare attenzione a non esagerare) e sbattete con una forchetta.
A questo punto le zucchine dovrebbero essere pronte,  aggiungete nella padella la coppa precedentemente preparata (tenendone a parte un poco per la decorazione finale del piatto),  le uova sbattute e le zucchine crude (daranno la nota croccante insieme alla coppa) lasciate rapprendere le uova e impiattate adagiando delicatamente gli spaghetti di zucchine  e mettendo al centro la coppa tenuta da parte in precedenza.
Una spolverata di pepe macinato fresco lo renderà un piatto da chef  stellato!
Vi lascio una carrellata di foto dell'evento





E per finire i ringraziamenti: grazie a Erika ideatrice di questo format, di Branding Piacenza (a proposito avete messo un mi piace alla pagina Facebook?? No??? Cosa aspettate!!)
Grazie al consorzio della Coppa Piacentina per averci fornito questo prezioso ingrediente
Grazie al Gutturnio Festival per averci ospitato e a Mariagrazia per la sua pazienza (abbiamo provato almeno tre volte prima che io riuscissi a fare la ricetta in pillole che verrà pubblicata a breve Ahaha)
Grazie poi alle compagne di questa avventura, Gloria, Greta e Paola, speriamo si possa ripetere questa bella esperienza insieme!


























martedì 6 ottobre 2015

Expo… la mia ricetta sotto la zolla La Bortleina

 

Quasi mi vergogno, mmmm  lo so che in tanti aspettavate un resoconto del “mio Expo”ma purtroppo millemila cose hanno preso il sopravvento e ho continuato a rimandare.

Oggi mi sono detta che è arrivato il momento di raccontarvi tutto ma proprio tutto!

Era il lontano 1 giugno quando grazie a Daniela sono stata contattata con la proposta di collaborare al progetto “Piacenza, terra di valori”, un sito creato appositamente per Expo 2015 che raccoglie tutte le informazioni sugli eventi organizzati in Piazzetta Piacenza (da notare che  Piacenza è l’unica in Italia ad avere uno spazio espositivo tutto per sé, a forma di gigantesca zolla di terra, nell’ambito di questo evento mondiale e che è tra i pochi che rimarranno  fino alla chiusura di Expo il 31 ottobre!).

Diciamo che l’idea mi è subito piaciuta, la mia ricetta è stato frutto di lunghe pensate, io ero invitata nella settimana della musica, volevo fare qualcosa di tipico e io cosa ho pensato che friggere è un po’come suonare, qual è il cibo fritto piacentino per eccellenza? lei la Burtleina! Dall’idea della Burtleina all’avere come sponsor ufficiale il Salumificio  “La Rocca” il passo è stato tanto breve quanto ovvio, sono stata onorata di portare il nostro salume tipico alla ribalta di Expo!

Ecco che la nostra ricetta semplice e tradizionale allo stesso tempo trova il modo di volare fuori dalle mura di Piacenza, fino all’esposizione mondiale!

Ma torniamo allo show cooking, 5 agosto, caldo infernale, expo immenso, pieno di ente in ogni dove, arrivo in Piazzetta piacenza con la mia valigia piena di ogni cosa, dalle foglie di fico essiccate per la presentazione a mestoli, zuppiere e l’immancabile grembiule loggato  fatto apposta per noi da La casa del camicie, incontro Mattia di ATS Piacenza per Expo 2015 che mi accompagnerà in questa splendida avventura e inizio l’insediamento nella postazione Qbetto preparata per noi (tra l’altro è fantastica in un cubo piccolissimo sono condensati piano cottura, lavello forno e anche cassetti e ripiani), comunque, inizio ad allestire e la gente inizia ad incuriosirsi ma credetemi il culmine arriva quando il profumo di fritto si sparge ovunque e piano piano la Piazzetta si riempie di gente, inizio ad accendere i fuochi (si fa per dire perché il piano cottura era a induzione, quindi senza fuoco), l’olio  sfrigola e io inizio a stemperare l’acqua nella farina, bastano poche mosse con la forchetta e via nell’olio a friggere… una, due, tre… non so quante ne ho fritte ma diciamo che non è rimasto nulla, i passantisi fermavano a gustare la Burtleina accompagnata da una coppa davvero ottima!

!

Prima di  lasciarvi ad una carrellata di foto che secondo me valgono più di tante parole e che raccontano un’esperienza davvero indimenticabile volevo specificare che questa è la mia ricetta della Burtleina che, come ogni ricetta povera della tradizione, veniva fatta in modo diverso da famiglia a famiglia, non esiste “La Ricetta” esistono migliaia di varianti che le massaie di ieri e di oggi cucinano e cucinavano in base ai gusti ma anche a quello che la dispensa offriva.

 

micr

 

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ecco fatto

expo

gira la burtleina

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Stavo quasi per dimenticare che ho anche avuto l’onore di essere intervistata da Rai Expo, e di comparire su Libertà, proprio come una blogger famosa ahahhah

raiexpo

libertà

Oltre ovviamente ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di vivere questa bella esperienza volevo ringraziare i miei supporters, loro sono i miei fans numero uno, Expo con loro è stato ancora più bello!

supporters

 

Ultimissima cosa, sull’onda dell’esperienza di Expo sono stata invitata insieme alle altre blogger protagoniste di Un mercoledì da foodlogger in Piazzetta Piacenza a fare uno show cooking Sabato prossimo 10 ottobre 2015 a Palazzo Gotico, durante il Gutturnio Fest, voi non potete immaginare l’emozione e la gioia nel poter essere protagoniste di un evento a Piacenza, nella mia città, l’emozione è fortissima, spero veniate numerosi, io ho in serbo per voi una ricetta davvero interessante, sempre con la Coppa! Via aspetto alle 15 in Piazza Cavalli!!

venerdì 12 giugno 2015

Budino di semi di chia



Sull'onda delle ultime ricette vi propongo questo "budinetto" provato ormai in diverse versioni, sempre su suggerimento della mia guru in fatto di alimentazione Arianna di alimentazione in equilibrio.
Questa è un'alternativa ottima alle colazioni di cui già vi avevo parlato, ha tra i suoi pregi, oltre ad essere buonissima, quello di poter essere preparata la sera prima e senza nessun tipo di cottura 

Non è magnifico?  Ora che arriva il caldo io sento il bisogno di colazioni e merende fresche e questa è tra le mie preferite  

La preparazione è semplicissima e gli ingredienti possono anche essere cambiati a piacimento mantenendo fissi i semi di chia e un latte vegetale 

Io per questa versione ho usato anche caffè, zucchero di cocco, crema di sesamo e farina di cocco. 



Semplicemente ho messo in un vasetto di vetro un cucchiaio di semi di chia, 1 cucchiaio raso di farina di cocco ho aggiunto 100 ml di latte di mandorle, una tazzina di caffè in cui ho sciolto zucchero e tahin,  vi ho mai detto che da quando ho scoperto questo sito dove trovo le cialde di caffè   non le lascio più?  Bevo meno caffè di prima ma quelli che mi concedo devono essere davvero buoni, quello del bar non riesco a berlo a quello in cialda si! Scelgo miscele non troppo forti, soprattutto in estate e me lo concedo due volte al giorno

Tornando alla ricetta dicevamo: una volta aggiunti tutti gli ingredienti date una bella mescolata e la colazione o la merenda sono pronte! 



Questa è la versione preparata stasera ma ho provato anche semi di chia, zucchero di cocco, latte di mandorle, cacao e cocco in scaglie, ottimo anche se  al cocco sostituite una tazzina di caffè ristretto 
La scelta dello zucchero di cocco è dovuta al suo basso indice glicemico, rende dolce senza esagerare, al riguardo vi segnalo un interessante articolo sugli zuccheri in generale sempre scritto sempre la fantastica Arianna

Giusto per ricapitolare vi metto gli ingredienti, anche se avrete capito che una volta fatto il primo quelli successivi saranno diversi e potrete sbizzarrirvi

1 cucchiaio di semi di chia
1/2 cucchiaio di farina di cocco
1 cucchiaino di zucchero di cocco 
1 cucchiaino di tahin 
100ml di latte vegetale
1 tazzina di caffè ristretto  

Come al solito, se lo provate  mi dite cosa ve ne pare?  

A presto! 

mercoledì 27 maggio 2015

Insalata estiva di tonno

Ciao amici! La volete un'idea strepitosa per le giornate di caldo che ci aspetteranno questa estate?
Eccola! Questa insalata è fresca e veloce e vi risolverà al volo il pranzo o la cena, si può preparare in anticipo, anzi è più buona perché i sapori si uniscono e il tutto diventa più buono! 



Un insalata piena di nutrienti, completa e soprattutto sana.
Qualche precisazione sugli ingredienti:
-il tonno, io lo compero sempre in vaso di vetro, questo precisamente della Parodi è il protagonista della ricetta in questione! Volete un buon motivo per comprarlo oltre al fatto che è buono? Fino al 31 agosto potete correre il rischio di vincere un viaggio per due persone! Tutte le info qui!
-L'olio di cocco, so che molti non lo avranno in casa, credetemi in questa insalata l'aggiunta di questo ingrediente fa la differenza in fatto di gusto! È un olio dalle molteplici doti salutari, se lo
prendete state sicuri che lo amerete, prossimamente altre ricette per utilizzarlo! 
-L'avocado, ormai è un frutto conosciuto da molti, il segreto per amarlo è prenderlo maturo al punto giusto, acerbo è immangiabile, sceglietelo morbido al tatto ma non troppo e quando lo aprite deve essere di un bel verde vivace, io ho imparato a comprarli dopo qualche volta, come  si dice? Sbagliando si impara, no?! 



Ingredienti:
Cavolo cappuccio rosso 1/4 
Tonno in olio di oliva rigorosamente in vaso di vetro 
Due cucchiaini di olio di cocco
1 avocado alla giusta maturazione
Un pomodoro rosso 
2 cucchiai di maionese fatta con olio evo 
Sale pepe q.b. 

Procedimento
Tagliare finemente il cavolo con l'aiuto di una mandolina o semplicemente con il coltello,  tagliare a cubetti il pomodoro e l'avocado (spruzzatelo con il succo di mezzo limone per mantenerlo ben verde), trasferite tutto in una  ciotola capiente e aggiungete il tonno in pezzi abbastanza grandi, la maionese e l'olio di cocco, mescolate delicatamente e se volte aggiungete mandorle a filetti leggermente tostate in padella. 
Servite su foglia di insalata, impiattamento decisamente vintage che per me mantiene il suo fascino!
Buon appetito! 


martedì 21 aprile 2015

Risolatte al cacao Veg

 

Questa ricetta mi è così tanto piaciuta che ho pensato di postarla al volo, la trovo una buona soluzione per la colazione (o la merenda) perfetta per grandi e piccini,  comoda perché si può preparare in anticipo e, se siete sempre di corsa come me la mattina, non è una comodità da sottovalutare!

 

risolatte veg

Questa è una ricetta che mi ha dato Arianna, di Alimentazione in Equilibrio, vi ricordate che vi avevo già parlato di lei qui? Bene, la settimana scorsa l’ho conosciuta e come si dice… è tanto arrosto e poco fumo! mi ha conquistata!!

Bando alle ciance, ecco la ricetta con i miei aggiustamenti per conservarla senza doverlo fare ogni giorno.

Io ho proceduto così:

ho messo sul fuoco un tegamino con 90 g di riso, 450 g di latte di mandorle, 3 cucchiaini di miele biologico, e tre cucchiaini di cacao amaro, con una frusta ho mescolato bene per far incorporare il cacao (che, tra gli ingredienti è quello che fa più capricci) e ho acceso il fuoco a fiamma bassa (io dovrei dire a potenza 3/4, visto che ora ho un piano cottura a induzione hihihi) e ho lasciato cuocere per il tempo indicato sulla confezione del riso (circa 20 minuti)

Nel frattempo ho sterilizzato nel forno a microonde tre vasetti di vetro piccoli (200 ml circa di capacità), semplicemente lavandoli sotto l’acqua corrente senza asciugarli troppo accuratamente, anzi lasciando un goccino di acqua all’interno, ho messo nel micro alla massima potenza (750W per me) e ho acceso per 3 minuti, se il vostro forno ha una potenza differente regolatelo di conseguenza, considerate che i vasetti devono essere davvero bollenti  per essere sterilizzati, una volta trascorso il tempo, tirateli fuori (attenzione perché saranno roventi!) e vuotate l’acqua all’interno, mettete a sgocciolare su di un canovaccio pulito in attesa di inserire la preparazione

Trascorso questo tempo, ho subito invasato il mio risolatte ancora bollente nei vasetti precedentemente sterilizzati e ho chiuso con i rispettivi coperchi

Ho lasciato raffreddare fuori dal frigorifero e messi in frigo una volta freddi, sentirete che farà proprio il “bluuup” tipico rumore del sottovuoto mentre si sta raffreddando, in questo modo avrete la colazione o la merenda pronta per almeno 3 giorni

Osservazioni:

  • ovvio che la ricetta può essere fatta anche con latte vaccino, ma perché non provare anche latti vegetali diversi, bisogna ricordare che diversificare è sempre una buona regola.
  • il risolatte appena fatto risulta molto cremoso, purtroppo,  una volta invasato,  il riso continua ad assorbire i liquidi presenti e risulta più denso, la prossima volta proverò a fare qualche modifica per lasciarlo cremoso e se funzionerà vi aggiornerò
  • nel caso non vi piaccia il miele (qui il sapore si sente davvero poco o niente) ma nel caso potete sostituirlo con due o tre datteri triturati (cercate di sostituire lo zucchero bianco con dolcificanti più naturali e meno artificiali, vedrete che il vostro palato si abituerà a sentire i gusti in modo diverso, bisogna educarlo)

Giusto per info, io non mangio solo questo  a colazione, aggiungo una porzione di frutta fresca di stagione, due o tre fette di prosciutto crudo e un the verde, così resto sazia e soddisfatta fino all’ora di pranzo ma soprattutto ogni giorno cerco di mangiare qualcosa di differente

Dimenticavo di dirvi che questa ricetta è naturalmente senza glutine, senza lattosio e senza zucchero dunque è Veg, cosa volere di più?? E’ anche buonissima!!!

Buon pomeriggio e a presto!

venerdì 20 marzo 2015

Paleo-mousse al cioccolato “senza tutto”

 

Oggi ricetta “senza tutto” dolce! Sto ancora sperimentando ricette nuove “senza tutto”, vi ricordate vero del post precedente? questa è la prima, a breve inizierò a raccontarvele tutte, anche perché stanno riscontrando il gusto degli abitanti della casa, dunque non significa che “senza tutto” sia anche sinonimo di cattivo di gusto, anzi!

paleo mousse

Prima però, siccome so che tra i miei lettori sono presenti diverse maestre di scuola primaria, ci tenevo a segnalare un bel progetto, completamente gratuito, e con i tempi che corrono è un valore aggiunto non trascurabile, rivolto alle scuole elementari

 “Con Muu Muu a scuola di alimentazione” è il progetto di educazione alimentare realizzato da cameo, rivolto alle classi della scuola primaria di tutta Italia. L’iniziativa ha come mascotte la mucca Muu Muu, che guida i bambini in un coinvolgente percorso di apprendimento che prende in considerazione i diversi aspetti del rapporto con il cibo, in sintonia con il tema di EXPO 2015  “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

L’ho scovato in rete e ho pensato che potesse essere interessante, tanto materiale da scaricare o da ricevere gratuitamente in classe per lavorare con i bambini in modo divertente e interattivo e, soprattutto premi “golosi” (aggettivo che mi sembrava appropriato per rimanere in tema) 2 Lavagne interattive multimediali (LIM) e 3 computer portatili, qui il video del progetto

e ora la ricetta!

paleo mousse frutta

Vi ricordo che questa  mousse è senza latte, senza uova, senza zucchero e senza glutine naturalmente! provatela e poi fatemi sapere! se volete, fate come ho fatto io con le mie cavie, provate a chiedere di indovinare gli ingredienti, nessuno riuscirà mai a farcela, è talmente buona che on ci crederanno che è senza tutto!

paleomousse

INGREDIENTI

1 avocado (il mio pulito pesava quasi 100g)

70 g cioccolato fondente 73%

3 grossi datteri privati del nocciolo

1 cucchiaio raso di cacao amaro

1 cucchiaino di olio di cocco

PREPARAZIONE

Tagliate a metà l’avocado e privatelo del nocciolo centrale, aiutandovi con un cucchiaio prelevate la polpa e mettetela nel bicchiere di un frullatore aggiungete il cioccolato sciolto a bagno maria o al microonde, i datteri snocciolati, il cucchiaino di olio di cocco e il cacao amaro setacciato. Azionate le lame e lasciate andare fino a che il composto non risulterà omogeneo, versate nei bicchierini e guarniteli con frutta fresca di stagione a piacere.

note:

l’avocado deve essere maturo al punto giusto, per esserlo dovete sentirlo morbido al tatto e dovete riuscire a prelevare la polpa con un cucchiaio senza dover fare troppa pressione

io ho usato cioccolato fondente al 73% ma nessuno vi vieta di usarne uno con una percentuale di cacao più bassa o addirittura al latte, ovviamente non sarebbe più classificabile nelle ricette “senza tutto” e nemmeno paleo

i datteri per la loro naturale dolcezza sostituiscono appieno lo zucchero e apportano importanti nutrienti tra cui magnesio e potassio.

Mi fate sapere se vi è piaciuta??

Questa ricetta è perfetta per il GFF delle mie amiche sglutinate di Gluten free travel and living!

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mercoledì 18 marzo 2015

Tiroidite… la mia esperienza

 

Per chi se lo fosse domandato, non sono scappata!

Per chi avrà pensato che sono una gran maleducata, ha ragione! non vi ho fatto gli auguri di Natale, né quelli di buon anno!

Credetemi ho una buona ragione!

Ho deciso di tornare a scrivere perché credo che raccontare quello che mi sta succedendo possa essere d'aiuto per qualcuno, anzi per tanti!

QUESTO POST SARA' LUNGO, METTETEVI COMODI, PRENDETE UNA TISANA E LEGGETE CON CALMA

Il mio ipotiroidismo autoimmune è tornato alla riscossa a farmi compagnia, non è niente di grave, ci sono malattie ben peggiori e non bisogna lamentarsi ma vi voglio raccontare qualcosina al riguardo.

Premetto che soffro di tiroidite da ormai 9 anni, che sono in cura con il farmaco tradizionalmente prescritto per la cura (Eutirox) e fino a qualche settimana fa ignoravo l'esistenza di cure alternative a questo farmaco, fino ad oggi non mi ero mai posta il problema, cioè pensavo che prendere il farmaco puntualmente ogni mattina a digiuno fosse l’unica soluzione sufficiente a risolvere il mio ipotiroidismo, ma così non è!

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, l'elemento distintivo di una malattia autoimmune è l'incapacità del sistema immunitario di spegnere i processi diretti contro l'organismo al termine di una fisiologica risposta infiammatoria o di prevenirne lo sviluppo al di fuori di essa una reazione imprevedibile e inspiegabile del sistema immunitario, che, invece di difendere l’organismo dalle aggressioni esterne, ne danneggia alcune parti o tessuti (la tiroide nel mio caso) Il sistema immunitario scatena le proprie difese contro il proprio organismo di appartenenza, mettendo in atto una sorta di “autoaggressione”, insomma è come avere un nemico che attacca, da dentro, il nostro corpo!

Questo attacco da parte del sistema immunitario si traduce  in disturbi di vario genere che, il più spesso delle volte, non vengono ricondotti alla causa vera e propria (purtroppo)

il problema è che ormai sono davvero pochi i medici che guardano il paziente nel complesso, ci troviamo spesso di fronte a specialisti che curano il loro "pezzo di persona" senza domandare o indagare se il sintomi che stanno curando possano o meno  risalire ad una situazione ben più complessa e articolata

Così ti ritrovi a girare per specialisti (bravissimi eh!) per risolvere diverse cosucce che ti fanno stare male e ti ritrovi  risolvere un pezzetto fino a quando non spunta qualcosa altro, ma la causa è a monte: la tiroidite autoimmune

Tutto è successo un giorno,  in coda al supermercato, prendo una rivista di quelle che parlano  di salute e, per caso leggo: <<tiroide, soia e crucifere nemiche per la vostra tiroide!>>

Premetto che io mangiavo crucifere  (che sono  tutti  i tipi di cavoli, rape, crescione, rucola, ravanello, rafano, colza) ogni giorno, leggi a destra e a manca che fanno bene, che prevengono i tumori allo stomaco etc., etc... e in effetti è così ma molti si dimenticano di dire che per chi soffre di tiroidite autoimmune non sono il toccasana che tutti pensano, anzi, sono cibi che rallentano il normale funzionamento dell'organo!

lo sapevate?

e sapevate che lo stesso vale per la soia ed in misura minore per spinaci, noci, cipolla, miglio e lattuga?

e sapevate che anche il glutine e i cereali tutti possono  avere forte influenza sullo stato delle malattie autoimmuni?

Tutte queste notizie, nuove per me, mi hanno portato a cercare, a leggere, ad informarmi e a trovare studi e documenti che provavano l’influenza di ciò che mangiamo sulle malattie autoimmuni e a cambiare (o almeno ad iniziare a cambiare, il mio stile di vita)

In me si è acceso il sacro fuoco del sapere, ho iniziato a cercare in rete notizie al riguardo e mi si è aperto un mondo!

un blog che seguivo saltuariamente ha  iniziato a parlare di ipotiroidismo e alimentazione, Arianna (la trovate su Alimentazione in equilibrio e vi consiglio caldamente di leggere i suoi interessantissimi post) soffre di ipotiroidismo e ha pensato di raccontare la sua esperienza in rete, ha intervistato Franca, un’infermiera che soffre di ipotiroidismo autoimmune e che gestisce insieme al dott. Luchi un gruppo facebook in cui si parla e si discute di tiroidite autoimmune a 360° e che mi ha aiutato  per capire meglio tutto quello che succedeva in me:

la mia eccessiva e non normale stanchezza, l'aumento di peso, problemi di flussi troppo abbondanti durante il ciclo mestruale, un principio di psoriasi al cuoio capelluto e su gomiti e ginocchia, una fascite plantare con annessi speroni... tutto è stato ricondotto lì, alla tiroidite autoimmune!

Questi sono  i miei sintomi, ce ne sono molti altri che fortunatamente io non ho ...

alla fine di questo post vi metterò i link a tutto ciò che mi è servito per capire

Ora vi state domandando cosa sto facendo?

Ho iniziato eliminando praticamente tutti i cereali dalla mia dieta, ho lasciato solo la segale ma non tutti i giorni e solo a colazione e sto puntando ad eliminarla totalmente, ho eliminato legumi, latticini, zucchero di ogni tipo e ovviamente crucifere che mi limito a mangiare solo una volta a settimana (se ben cotte), ovviamente,  ho eliminato totalmente la soia (sarebbe concessa solo quella fermentata ma ne faccio tranquillamente a meno non essendo abituata ad usarla), in pratica sto provando a seguire la Paleodieta.

Sembra impossibile ma si può fare, ve lo assicuro!

Tutto questo per dirvi cosa? Non certo per raccontarvi i fatti miei così, tanto per, soprattutto per dirvi di non fermarvi mai davanti ad una diagnosi, cercate, domandate, informatevi (la rete per tanti difetti che possa avere ha il grande pregio di fornirci contatti e informazioni che ci possono allargare la visuale di quello che ci succede) ci sono medici in gamba che curano la persona e non solo uno dei suoi pezzi..

Da quando ho escluso gli alimenti che vi dicevo sopra (qualche sgarro in questi mesi l’ho fatto, eh, sono umana e ho imparato ad accettare le mie debolezze, la maggior parte delle volte, almeno!) i miei esami del sangue sono decisamente migliorati, non sono ancora a posto, non vedo l’ora di andare dal dott. Luchi e di iniziare la nuova terapia per vedere se i sintomi regrediranno ma intanto grazie agli integratori e al cambio di rotta della mia alimentazione sento di stare meglio.

Un’ultima cosa: lo sapete che se andate a fare gli esami del sangue, ed in particolare il tsh, il range che trovate a fianco al vostro esito non è quello che indica uno stato di buona salute della vostra tiroide? il tsh ottimale è quello compreso tra 0.5/2.5 anche se il range è 0.25/5.00 e soprattutto il tsh da solo non significa niente, bisogna fare una serie di analisi ben più approfondite per capire il funzionamento ormonale della nostra tiroide (qui si entra in un discorso ben più articolato)

So che in tanti soffriamo di Tiroidite di Hashimoto e spero che quello che vi ho raccontato e i link che lascerò in coda al post vi siano d’aiuto per capire o per suscitare in voi qualche domanda.

Io sono qui a rispondere, per quel che posso, sulla mia esperienza, chiedete pure!

Link utili:

Alimentazione in equilibrio _ il bellissimo sito della nutrizionista Arianna Rossoni che pubblica articoli utilissimi sull’alimentazione in generale QUIQUI  e  QUI  gli articoli che riguardano l’ipotiroidismo (ma leggetevi tutto con calma, l’argomento ha bisogno di decantare dentro di voi e che di conseguenza ne prendiate coscienza)

Tiroide approccio evolutivo _ il gruppo facebook gestito da Franca Leccadito e dal dott. Luchi_ utilissimo gruppo dove ho recuperato molte informazioni interessanti sia sugli esami da fare che sulle varie terapie alternative al farmaco tradizionale che all’alimentazione paleo e a risultati di ricerche internazionali, insomma, un pozzo di informazioni per chi soffre di malattie autoimmuni!

Dal prossimo post inizierò a raccontarvi ricette basate su questo nuovo stile di vita, spero potranno piacervi!