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Inverno

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Tartellette di lenticchie e cotechino

E chi l’ha detto che cotechino e lenticchie si mangiano solo a capodanno? Queste tartellette son un piatto che preparo sempre a Capodanno è vero, ma vi confesso che mi capita di cucinarle anche in giorni non propriamente festivi, sono abbastanza veloci da fare e poi in casa le lenticchie piacciono e così cucinate son un piatto decisamente completo e appagante! E’ la ricetta giusta anche se avete figli … o mariti, che non le amano particolarmente, si camuffano egregiamente! Inizio subito dicendovi che, visto che le lenticchie non sono particolarmente costose, non badate a spese, prendete quelle italiane, magari di Castelluccio, credetemi la differenza si sente davvero tanto e il costo è comunque sempre decisamente abbordabile. Qui sotto la ricetta, che, tra l’altro,  è stata una delle ricette, fatte al mio primo corso, tra le più gradite!

tortine lenticchie

Tartellette di lenticchie con cotechino e mostarda

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di lenticchie in scatola o se siete bravissime ammollate e bollite!
  • una piccola cipolla
  • una carota
  • 1 uovo
  • 2 foglie di alloro
  • 50 g di grana grattugiato
  • 40 g di pane secco (per la versione gf usare pane senza glutine)
  • 1 cotechino piccolo
  • Mostarda a piacere
  • 20 g di burro

Procedimento

Affettate finemente metà della cipolla e fatela appassire nel burro,. Unite alla cipolla appassita la carota tagliata a julienne (cioè sottile), aggiungete un pizzico di sale e continuate la cottura per 10 minuti a fuoco lento. Scolate le lenticchie, versatele in una terrina e unitevi l’uovo, il grana grattugiato, il pane e il misto di cipolle e carote stufato, mescolando accuratamente. Distribuite il composto di lenticchie in quattro stampini da tartellette, precedentemente foderati con carta forno, passate in forno a 180° per circa 20 minuti. Sformate le tartellette, disponetele nei piatti individuali e sistemate al centro di ciascuna una fetta di cotechino e qualche pezzetto di mostarda se vi piace variante: al corso mi hanno suggerito anche un ciuffo di purè al posto della mostarda, mi è sembrata un’ottima idea!

Autunno/ Colazione/ Collaborazioni/ Dolci/ Inverno/ Torte

Torta dolce di zucca

torta alla zucca

Quando qualche giorno fa mi è arrivato l’invito a partecipare a Dolcemente Pisa, manifestazione italiana che si occupa di promuovere l’uso dell’olio (di oliva, ovviamente) nei dolci, invitandomi a produrre uno più dolci (dunque aspettatevi altri dolci nei prossimi giorni!) con l’olio, d’oliva appunto, non ho avuto dubbi!
Ho deciso immediatamente di partecipare, anche se pur usando l’olio abitualmente per cucinare dolci e salati,  non mi ero mai documentata sufficientemente su cultivar e aziende produttrici: vuoi perché vivo in una zona dove l’olio non è prodotto tipico e dove il burro è da sempre più usato, vuoi perché non ne ho mai avuta l’occasione.
Ecco che l’occasione è arrivata!! Per questa ricetta ho usato un olio Biologico dell’azienda Buonamici, lo uso spesso, il suo gusto delicato ci piace, ho scoperto che è ottenuto da un Blend, cioè una miscela, di diversi tipi di oliva: frantoio, moraiolo, leccino e maurino alla vista si presenta di colore giallo dorato limpido con delicate nuance verdoline e all’interno di questo dolce dal sapore deciso ci stava decisamente bene.
Ingredienti
4 uova codice0
120 g di zucchero di canna integrale
80 ml di olio evo Biologico Buonamici
250 g di zucca cotta
200 g farina di farro integrale
30 g cacao amaro
1 bustina di lievito biologico
Procedimento
Montare nel bimby le uova con lo zucchero a 37° per 3 minuti inserendo la farfalla** Unire 80 ml di olio extravergine con le lame in movimento,  la purea di 250 gr di zucca raffreddata (precedentemente cotta al forno o al microonde e successivamente ridotta in purea con una forchetta, io l’ho anche passata qualche minuto in un tegame antiaderente, tenendola girata per far evaporare l’acqua in eccesso), e, una volta ben amalgamata la farina con il lievito setacciato. A questo punto versare 2/3 di composto nello stampo rivestito di carta forno e aggiungere al restante il cacao amaro, incorporatelo per bene prima di unire anche questo secondo impasto nello stampo. Io lo ho inserito nei vari punti con l’aiuto di una sac a poche ma si può anche aggiungere sopra e poi mescolare con il manico di un cucchiaio di legno per ottenere un effetto marmorizzato.
Infornare in forno caldo e ventilato per almeno 40 minuti a 180° C. Spolverizzare con abbondante zucchero a velo.
 
*ovviamente, come al solito, se non avete il Bimby potete usare delle normalissime fruste o l’olio di gomito!

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa  ExtraDolcemente  organizzata da Dolcemente Pisa
Inverno/ Piatti unici/ Ricette Base

Chili a modo mio e il potere dell’MTC

Sarà che a me la cucina tex-mex piace e ormai lo dovreste sapere ma quando ho letto che la ricetta della sfida di questo mese sarebbe stata il chili,non ci credevo! il chili, quello vero, quello che mangiavano cow boy e cow girls nel vecchio west, IL WEST in cui tutti abbiamo sognato di poter stare almeno una volta! Se penso ai film western, vi dirò, non ho grandi ricordi positivi, mio padre da piccola mi “costringeva” a guardarli, di tv ce n’era una sola e non c’era molta scelta, quel che decideva lui, che lavorava tutto il sacrosanto giorno e pure di brutto, si guardava, tutti insieme anche se non ci piacevano (intendo a noi donne di famiglia!) ma un telefilm mi piaceva tanto, ma proprio tanto: “Alla conquista del West”, vi confesso che lo guardavo soprattutto perché mi piaceva un sacco il figlio Luke, quello CARINISSIMO! Le avventure della famiglia Machanans mi prendevano e mi ricordo come guardavo quelle pentolone di stufato che bollivano su fuochi improvvisati, pensate che quando mia madre cucinava lo spezzatino le chiedevo se potevamo chiamarlo stufato! ahhahha

Bene il chili mi ha richiamato alla memoria tutti questi ricordi! l’Mtc ha anche questo potere, di farci scavare per cercare dentro di noi, un ricordo, una notizia, un aneddoto da raccontare, l’avevate notato che succede quasi a tutte le partecipanti!?? Ecco  a me il chili ha rievocato tutto ciò, anche mentre lo mangiavo! mi sono ritrovata seduta dietro una carovana, di quelle con il telone bianco – sporco mentre i cavalli mi trainavano, con in mano una scodella di latta a mangiare! poi ho aperto gli occhi e ho visto che ero nella mia modernissima cucina Triste per un attimo quei sapori mi avevano catapultato indietro nel tempo! La ricetta di Anne è la più semplice in assoluto che io abbia mai visto, solo carne, acqua e peperoncini, qualcuno ha avuto difficoltà a reperirli ma io no! Io sono quella che sostiene fermamente che niente succede a caso e spesso ne ho la dimostrazione! questa è una di quelle volte: a Natale ho partecipato allo Swap di Milena e sono stata abbinata a Sabina, che mi ha mandato la scelta più vasta di peperoncini che io abbia mai visto, il suo papà viaggia per il mondo e da ogni viaggio porta a casa i semi dei peperoncini locali, li pianta e poi li fa seccare, avevo davvero l’imbarazzo della scelta, non sapevo quali usare e ho optato per i più grandi perché, come suggeriva Anne, erano i più morbidi e meno disidratati. Il risultato è stato un chili non troppo forte, evidentemente questi peperoncini erano grandi ma non tostissimi Sorriso  Ho pensato all’abbinamento più classico e meno originale, le patate che avrebbero smorzato un po’ il piccante rendendolo mangiabile da quasi tutti i membri della famiglia, e così è stato! come contorno ho pensato ad una insalata-guacamole, abbinamento perfetto con tutti i cibi piccanti! e infine ho abbinato delle tortillas di mais fritte, come quelle che avevo già pubblicato qualche tempo fa qui! Insomma ho cercato di riprodurre questo chili all’interno di uno dei menù preferiti qui in casa, il risultato è stato un successo, nemmeno da dire.

CHILI

  Chili di carne

  • 1, 5 kg di manzo (cappello del prete ) tagliato a cubi di 2,5 cm di lato
  • peperoncini secchi interi
  • 7 grandi tre patate sbucciate e tagliate in tocchetti come la carne

Spezzettate i peperoncini secchi scuotendone fuori i semi (da eliminare) e mettete i pezzi in una ciotola, coprite i peperoncini di acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 2 ore. Passato questo tempo, frullateli con l’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa. Passatela da un setaccio fine  in modo da eliminare ogni residuo di pellicine, recuperando quanta più polpa possibile.
Mettete la carne e la salsa in una pentola di ghisa, coccio o acciaio pesante, regolate di sale mescolate bene e fate cuocere coperto (lasciate una piccolissima fessura perché’ possa uscire il vapore) a calore dolcissimo per circa 3 ore, controllando ogni tanto. Non è necessario far rosolare la carne perché’ il calore forte che sarebbe necessario ne irrigidisce le fibre, rendendola poi più dura da cuocere.  Si può anche mettere a cuocere in forno a circa 120C, per una cottura lenta e uniforme, col calore che circonda la pentola interamente.
L’ideale è far riposare il Chili e servirlo il giorno dopo. Io il giorno dopo ho aggiunto le patate e lasciato cuocere per una ventina di minuti, servito bollente con tortillas fritte e insalata di avocado

INSALATA-GUACAMOLE

  • 1 avocado maturo tagliato a cubetti
  • 10 pomodorini datterini ben maturi e sodi tagliati in tocchetti
  • uno spicchio di aglio spremuto
  • un cucchiaio di cipolla tritata fine
  • il succo di un lime sale q.b.

Unite tutti gli ingredienti avendo cura di “bagnare” bene l’avocado con il succo di lime, perché tende subito ad ossidarsi e quindi a perdere quel bel colore verde che lo caratterizza, non preparatela troppo in anticipo perché comunque un po’ di colore lo perde.

Tortillas fritte

  • 300g di farina di polenta precotta
  • 150g di farina 00
  • acqua per ottenere un impasto che si possa lavorare (almeno 200ml)
  • olio di semi di arachidi per friggere (ricordatevi che si friggono in olio profondo!!)

Unite le due farine in una ciotola e aggiungete l’acqua, impastate fino ad ottenere una palla non troppo dura e lasciate riposare una mezz’ora coperta con un panno
Ricavate dall’impasto tante palline uguali , stendetele una alla volta  mettendo poca farina sulla spianatoia e con il matterello fatele belle sottili e tagliate a spicchi i dischi così ottenuti e friggeteli in abbondante olio di semi di arachidi.
OVVIAMENTE CON QUESTA RICETTA PARTECIPO ALL’MTCHALENGE DI QUESTO MESE!