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Inverno

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Caponata di carciofi … iniziamo l’anno bene!

Innanzitutto voglio iniziare questo post ringraziando tutti, ma proprio tutti, quelli che sono passati a visitare questo mio angolino speciale, che abbiano  chiacchierato con me o che siano solo passati a curiosare, quelli che mi hanno ispirato e quelli che mi hanno insegnato, i nuovi amici  e quelli vecchi, insomma proprio tutti per l’anno passato insieme. Io spero che il nuovo anno sia ricco di incontri piacevoli, di conoscenze, di scoperte e emozioni come lo è stato questo appena passato e lo auguro anche a tutti voi che mi leggete!! Buon 2012!! E ora? Ricetta! Inizio l’anno con una ricetta salutare, diciamo *detox* (che adesso fa tanto chic) infatti i carciofi sono depurativi  e ottimi per questo scopo!! provate a leggere qui. Qualcuno di voi saprà (da fb)che alla vigilia di Natale mio marito è arrivato con il baule carico di doni tra cui UNA CASSA, DICO UNA CASSAAAA, DI carciofi direttamente dalla Sicilia!! Ero felicissima, ma ce ne saranno stati una cinquantina, dunque ho iniziato regalandone un po’ ad amici e parenti, poi sono andata alla ricerca di ricette che mi aiutassero nello smaltimento e ho iniziato a cucinare carciofiiii. Il caso ha voluto che capitasse a fagiolo il suo sorteggio per il secondo giro del suo bellissimo non-contest e che fossi abbinata a lei, che arriva direttamente da dove arrivavano i miei carciofi e non ho potuto che scegliere questa ricetta, che, come la volta scorsa, copio pari-pari dalla legittima proprietaria mettendo tra parentesi le mie modifiche! vi chiedo solo di provarla, credetemi è un insieme di sapori che paga e poi è      ve lo cis si ma!

 

caponata di carciofi Ingredienti:

  • 1 grossa carota (5 carote medie)
  • 1 gambo di sedano (2 gambi di sedano)
  • 1 grossa cipolla (5 piccoli cipollotti freschi)
  • 5 carciofi (8 carciofi)
  • 1 confezione di pomodori pelati
  • olio d’oliva (6 cucchiai)
  • olive verdi (una manciatina)
  • sale pepe
  • 1 cucchiaio di aceto
  • 1 cucchiaino zucchero
  • prezzemolo (una spruzzatina)

Preparazione

In una capiente casseruola versare circa 6 cucchiai abbondanti di olio e fare soffriggere le carote a rondelle e il sedano a pezzetti mettete  anche le foglie del sedano perché molto saporite. Dopo circa 10 minuti (io 3/4 minuti) aggiungere la cipolla a julienne non troppo sottile (io i cipollotti tagliati a pezzettoni) e continuare la cottura badando a non fare bruciare le verdure. Qualche minuto dopo versare i pelati o i pomodori rossi freschi se fossimo in estate, coprire e lasciare cuocere qualche minuto a fiamma moderata. Aggiustare di sale e pepe e aggiungere i carciofi (a cui avrete tolto foglie e barba eventuale, usando solo la parte centrale più tenera, cioè il cuore, se non sapete come fare guardate qui e comunque nessuno vi vieta di comprarli congelati o già puliti dall’ortolano). Mescolare, coprire e lasciare cuocere circa 10 minuti, i carciofi non devono cuocere molto. Qualche minuto prima di spegnere la fiamma versare l’aceto, lo zucchero , il prezzemolo tritato e le olive a pezzettoni e mescolare (io ho tritato nel robottino del minipimer il prezzemolo e poi ho messo le olive e ho dato un colpettino per frantumarle un po’). Servire tiepida o fredda, tanto è ottima in ogni caso. ps ringrazio Cinzia per avermi dato nuovamente la possibilità di conoscere un nuovo blog e di conseguenza una nuova”amica”!

DIY/ Inverno/ Natale/ Regali home-made

Preparato per vin brulè … regalini 3 puntata

Rieccomi con il terzo post dedicato ai pensierini home-made per questo Natale. L’idea di questo vasetto di preparato veramente speciale mi è venuta così, non so nemmeno io da dove ma vi dirò che mi piace molto! Ho cercato nel web la ricetta originale ma poi ho capito che non c’è una ricetta originale ma che ognuno lo fa un po’ in base ai gusti personali dunque ho provato e vi dirò che il risultato mi soddisfa!

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Ingredienti:
250 gr di zucchero di canna chiaro
2 stecche di cannella
10 chiodi di garofano
50 gr di mele essiccate
la scorza di un limone e di un’arancia biologici entrambi
1 grattata di noce moscata
Procedimento
Nel mortaio mettere i chiodi di garofano e pestarli per ridurli in polvere, fare lo stesso con una delle due stecche di cannella.
Lavare bene gli agrumi e asciugarli, con il pelapatate prelevate la buccia in modo da non prendere la parte bianca che renderebbe amaro il tutto, mettere su un piatto e porre nel microonde alla massima potenza per due minuti, togliere dal piatto, aspettare che si freddino un attimo e pestarli anche loro nel mortaio (saranno diventati secchissime e profumatissime) Nel caso non aveste il microonde potete seccarle sul termosifone (se avete sufficiente tempo a disposizione visto che ci vorranno almeno due o tre giorni, a meno che voi non abbiate l’abitudine di tenere in casa un clima equatoriale) o nel forno ventilato fino a che non si seccano.
In un vaso capiente mettere lo zucchero, la stecca di cannella intera, le mele essiccate, la noce moscata e tutto ciò che avete pestato al mortaio, chiudete il vaso e lasciate riposare almeno una settimana, io almeno una volta al giorno scuoto un po’ il vaso ma forse non serve nemmeno!

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Packaging
Io ho messo come copri-vaso un pirottino da tartelletta preso all’Ikea, l’ho legato con un filo di raffia in colore naturale  a cui ho anche legato una tag con le istruzioni per l’uso. Ho scaricato da qui queste magnifiche etichette, ne ho tagliata una e  voilà! Ho pensato di preparare le tag da attaccare ai vasetti con le istruzioni per la preparazione (le mie sono scritte a mano, sono pigra e non avevo voglia e tempo di rifare le foto) ma voi se volete…

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…potete scaricare il file in formato pdf pronto per la stampa  qui, spero vi piacciano

Con questa ricetto partecipo al contest di Sonia!

Voglia di Natale - Dicembre - Raccolta di ricette
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Stracotto d’asina

So già che qualcuno storcerà il naso leggendo questa ricetta, ma questo è un piatto che da queste parti si cucina spesso in inverno, magari accompagnato da una buona polenta, un po’ rustica come piace a me.
Vi dico già che il mio ruolo in questa ricetta e di mero reporter, infatti questo è un piatto che tipicamente cucina mia madre, un po’ per abitudine e un po’ perché le riesce talmente bene che è anche inutile provare a imitarla… tanto non riuscirei ad eguagliarla.
Ho cercato di tradurre le sue dosi, che dosi non sono, perché dopo tanti anni non servono dosi, l’occhio e l’esperienza bastano e avanzano.
Mi piace l’idea che nel blog entri una ricetta sua, ho come l’impressione di renderla ancora più importante, non so se capita anche a voi ma quando si è abituati alle cose, alle consuetudini… perdono un po’ di valore… e a me sembra di ridarglielo così!

asinina e polenta 

Ingredienti:
1 pezzo di muscolo di asina da circa 1,5 kg
3 cucchiai di olio evo
un bicchiere di vino rosso corposo e buono
4 cucchiai di concentrato di pomodoro
acqua q b

Procedimento
In un tegame d’acciaio o meglio ancora di terracotta se ce l’avete, mettere l’olio e scaldarlo appena aggiungere il pezzo di carne e farlo sigillare bene su tutti i lati finché non avrà preso un pochino di colore.
A questo punto potete sfumare con il vino rosso (noi abbiamo usato un Gutturnio**, tipico della nostra zona), lasciate evaporare bene l’alcol a fuoco medio/alto; nel frattempo fate sciogliere il concentrato di pomodoro in un bicchiere di acqua da 200 ml circa e, quando il vino sarà ben sfumato, aggiungetelo al pezzo di carne nel tegame, coprite con un coperchio e lasciate andare a fuoco basso ma che faccia appena appena sobbollire il tutto, per un paio d’ore (minuto più minuto meno!) 
Trascorso questo tempo spegnete il fuoco e lasciate intiepidire il tempo necessario per poter prendere il pezzo di carne  e tagliarlo a fette alte circa un centimetro, rimettete le fette nel tegame insieme al sugo che era rimasto e lasciate cuocere ancora per un’ora.
Servitelo accompagnato da una polenta morbida o preparata in anticipo e passata al forno o se preferite fritta con poco olio in una padella antiaderente, in ogni caso vi garantisco che sarà un successo!
E’ una ricetta veramente semplice ma dal gusto unico, è talmente facile che  mi sentirei di consigliarla anche a chi è inesperto in cucina ma si vuole cimentare in un gran piatto, basterà prestare attenzione ai tempi e il gioco è fatto.
Come al solito se la provate mi fate sapere se vi è riuscita???

**Il Gutturnio nasce in epoca romana da una “ricetta” inventata da Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, la cui madre aveva origini piacentine. Questo legame viene svelato anche da Cicerone che, con la volontà di accusarlo per alcune scelte politiche errate, all’interno dell’orazione “In Pisonem”, lo ridicolizza sottolineando il suo eccessivo apprezzamento per questo vino. Il nome Gutturnio deriva da Gutturnium, una coppa d’argento in uso ai romani che fu ritrovata tra le sabbie del Po in località Croce Santo Spirito (nel comune di Castelvetro Piacentino) nel 1878. Il Gutturnium veniva utilizzato al termine della cena. Riempito di vino, veniva passato di mano in mano tra i commensali per bervi a turno come simbolo di fraternità e amicizia. Da un passato più recente deriva invece la tradizione che prevede che il Gutturnio non venga bevuto in bicchiere ma all’interno di ciotole bianche di ceramica e nelle osterie della città è ancora così!

 

La versione frizzante si abbina ai taglieri di salumi piacentini D.O.P. (salame, coppa e pancetta) e formaggi, pistä ‘d grass (lardo battuto a coltello con aglio e prezzemolo), primi piatti della cucina piacentina come i classici Pisarei e fasö (gnocchetti di acqua e farina fatti a rigorosamente mano conditi con un sugo di fagioli borlotti). Le versioni ferme sposano arrosti e bolliti, brasati e carni alla griglia. Eccellente l’abbinamento con la coppa piacentina arrosto.

Con questa ricetta partecipo con grandissimo piacere ad un contest davvero speciale, quello di Eleonora di Burro e Miele.
in collaborazione con Gualtiero villa e Teatro 7

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