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ricette della tradizione

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Giardiniera delicata

Questa ricetta la dovete assolutamente provare! Io adoro invasare, negli ultimi anni è poco il tempo e non sono così produttiva come in passato ma una o due conserve cerco sempre di farle, tipo questa o queste sono alcuni esempi! Sta arrivando la stagione delle verdure fresche, colorate e buone che hanno tutto il sapore del sole che ci scalderà questa estate e cosa c’è di più buono che rinchiudere in un vaso tutto questo sapore?? Vi confesso che questa giardiniera è così buona che la preparo anche d’inverno, si, sono tra quelle persone che consumano peperoni anche quando non sono di stagione! La ricetta non è mia, l’ha scovata una mia cara amica sul forum di Gennarino e da quando l’ho provata non ho più cambiato ricetta!! Quella che troverete di seguito è la ricetta presa integralmente da lì, non ho cambiato una virgola, è perfetta!! La fatica più grande di questa ricetta sta nella pulitura e taglio delle verdure, fatto quello è velocissima, siate pazienti e ne varrà la pena! giardiniera delicata GIARDINIERA DELICATA INGREDIENTI X 9 BARATTOLI DA 250GR.
3 kg. verdure totali tra:
carote, sedano, fagiolini, peperoni, cavolfiore, cipolline(io metto gli scalogni), zucchine
– per la salamoia:
1/2kg olio di semi
1/2 kg aceto di mele
1 bicchierone di vino bianco (300ml)
1 hg di zucchero
1/2 hg sale fino
Preparazione
Lavare le verdure tenendole separate e successivamente tagliarle della stessa misura per ottenere una cottura il più omogenea possibile
Portare ad ebollizione in una pentola tutti gli ingredienti per la salamoia.
Appena bolle gettarvi le carote, il sedano e i fagiolini, fare bollire per 3 minuti.
Aggiungere ora il peperone il cavolo e le cipolline e fare bollire per altri 3 minuti, poi aggiungere le zucchine e fare bollire per 1 minuto.
Scolare subito le verdure, non buttando via il liquido, disporle su un vassoio coperto da carta da forno avendo cura di stenderle ben larghe.
Quando il liquido è freddo mettere le verdure nei barattoli versarvi il liquido e chiudere con il coperchio possibilmente nuovo o comunque integro Mi raccomando di usare le solite precauzioni: vasi pulite e  sterilizzati e coperchi nuovi o perfettamente conservati Io la conservo in frigorifero e non ne faccio mai più delle quantità sopra descritte perché, se lasciata a lungo in dispensa, rimane buona ma le verdure  perdono  in croccantezza!

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Tasca di vitello ripiena con Trentingrana

Innanzitutto Buon anno! il primo post dell’anno è, come ormai d’abitudine, un post salutare, che va benissimo per smaltire gli eccessi delle festività che ci lasciamo alle spalle, oggi un secondo, rarità o quasi qui sul blog, per un semplicissimo motivo: li cucino ma non mi danno particolare soddisfazione, ma questo no! questo è uno dei secondi che mi riescono meglio, un po’ come le mezze maniche ripiene, è una delle ricette di repertorio che mette d’accordo tutti ma proprio tutti, infatti se lo litigano sempre!

tascaripiena

La ricetta che a prima vista sembra complicata è molto semplice, si tratta di trovare un bel pezzo di carne di vitello e di farlo tagliare a “tasca” dal vostro macellaio di fiducia, poi il resto è veramente semplice, non serve cucire con ago e filo vi basteranno due stecchini e niente altro!

Ingredienti:
uno spinacino di vitello circa 500/600g
due uova medie bio
4 cucchiai colmi di Trentingrana
2 cucchiai di pane grattugiato
una presa di sale
uno spicchio di aglio
un cucchiaio di prezzemolo tritato
2/3 cucchiai di olio evo
un rametto di rosmarino

Preparazione
In una terrina sbattete le uova, aggiungete il formaggio, il pane, il sale, l’aglio tagliato a fettine e il prezzemolo**, mescolate finchè tutti gli ingredienti si sono amalgamati, dovrete ottenere un composto sodo, non molle, nel caso potete aggiungere sempre in proporzione uno a due, grana o pane grattugiato.
A questo punto prendete la tasca e adagiatela in una brocca o in un bicchiere simile a quello del minipimer, con l’apertura rivolta verso l’alto, iniziate a riempirla con l’aiuto di un cucchiaio (fermatevi a uno o due centimetri dal bordo).  Una volta riempita, prendete due stuzzicadenti e chiudete bene, passando da un lato all’altro come se aveste in mano ago e filo, il risultato sarà lo stesso.
In un tegame mettete l’olio e scaldatelo un pochino, aggiungete la tasca e sigillarla  bene su tutti i lati (Per sigillatura si intende una rosolatura o scottatura veloce della superficie esterna di un pezzo di carne, per poi continuare la cottura a temperature più basse) aggiungete il rametto di rosmarino, il sale e mettete un coperchio e cuocere a fuoco basso per almeno un’ora e mezza.
L’ideale è prepararla in anticipo  perché da fredda le fette si tagliano perfettamente, ovviamente la andrete a riscaldare nel sughetto che rimarrà nel tegame.
Questa ricetta  si rivela il piatto perfetto per una serata tra amici perché vi permette di avvantaggiarvi o, se siete come me, per la domenica, quando ho troppe cose da fare e l’idea di avere il pranzo pronto (la preparo e cuocio il sabato sera) è un vero sollievo.

E ora qualche trucchetto salva-tempo!
** io odio tritare il prezzemolo e sapete cosa faccio??  ne prendo un mazzetto, lo lavo tutto, gambi compresi, lo asciugo e lo metto in freezer in un sacchetto o nella pellicola, quando sarà congelato basterà stringerlo nel palmo della mano per tritarlo finissimo Occhiolino
** questa tasca si può anche preparare riempita cruda e congelare, io per esempio quando la faccio ne faccio sempre almeno due, tanto la fatica in più è poca ma il risultato è che ne avrò un’altra pronta da cuocere per la volta successiva e avrò sporcato tutto una volta in meno Occhiolino

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Uccellini scappati cioè Involtini con Emmentaler per “la Svizzera nel piatto”

involtini

Quando Tery ha lanciato questo contest mi sono subito chiesta con quale piatto potevo partecipare, subito ho pensato ad un piatto che è della tradizione qui al nord, e soprattutto in casa mia, fin da piccola li ho sempre mangiati cucinati prima dalla mia nonna e poi dalla mia mamma, un piatto semplice fatto con gli ingredienti che sono tipici della zona e che si avevano a disposizione praticamente tutto l’anno. Il nome decisamente originale, almeno così mi raccontava la mia nonna, uccellini scappati… cioè quando non si riuscivano a catturare gli uccellini, quelli veri da mangiare, si diceva che erano scappati dal tegame per lasciare il posto a quelli finti.
Non so se il nome derivi veramente da questa storiella e se qualcuno conosce la vera storia si faccia avanti che sono curiosa. E voi avete una ricetta della memoria dal nome strano e insolito a cui magari associate aneddoti o storielle?? mi piacerebbe saperlo Sorriso
ma torniamo al contest , ho pensato di cambiare il formaggio che di solito si usa… provando il meraviglioso Emmentaler che è arrivato a casa in quantità industriali grazie a Tery, al suo contest e al Consorzio Formaggi della Svizzera – Switzerland Cheese Marketing Italia.
La ricetta è di quelle veloci e semplici che non richiedono grandi abilità, dunque assolutamente da provare!
Ingredienti per 4 persone:
12 fette di lonza di maiale tagliate sottilmente
6 fette di mortadella tagliate a metà (se prendete quella grande, cioè quella vera Sorriso)
12 fettine di emmentaler tagliato sottilmente + un hg tagliato in  cubetti piccoli.
3 cucchiai di olio evo
12 stuzzicadenti
Preparazione
Su di un tagliere posizionare le fettine di lonza ben distanziate tra di loro, appoggiare sopra una mezza fettina di mortadella e poi l’emmentaler, arrotolare su se stessa la carne così farcita stringendo bene e fissate tutto con uno stuzzicadenti.
Mettete in un tegame antiaderente l’olio evo a scaldare e quando sarà tiepido fate rosolare su tutti i lati gli uccellini per sigillare la carne a fuoco medio, abbassate poi la fiamma e proseguite la cottura a fuoco basso per almeno una mezz’ora facendo attenzione che non attacchino al fondo, se necessario si può aggiungere un paio di cucchiai di acqua. Trascorsa la mezz’ora togliete il coperchio, aggiungete i pezzettini di formaggio, lasciate che si fondano e servite gli uccellini su di un piatto accompagnati da un purè di patate fumante.
Io di solito aggiungo pochissimo sale e solo dopo aver assaggiato perché i formaggi sono già sapidi, poi ognuno va a gusto proprio, ovviamente.

Con questo post partecipo al contest “la Svizzera nel Piatto

ps indovinate un po’ di chi è la mano che tenta di rubare la mucchina sullo sfondo??? sempre del solito monello che si voleva mangiare la focaccia di castagne del post precedente Sorriso