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Torta di asparagi Gluten free

Vi starete chiedendo se sono presenti altri ingredienti oltre gli asparagi in questo periodo in casa mia… si,ci sono ma diciamo che questo ortaggio di stagione quest’anno è ancora più presente nella mia cucina rispetto agli anni scorsi!
Chi mi segue su facebook o sugli altri social (a proposito lo sapete che se volete mi trovate anche su #snapchat sempre con il mio nick Pappaecicci??) saprà che a Piacenza, grazie a Expo che ci ha fatto incontrare, sta nascendo, anzi è già nata la rete delle foodblogger Piacentine, siamo tante e sono tante le iniziative a cui stiamo partecipando: una di queste riguarda una collaborazione con il Consorzio Piacentino dell’Asparago.
Questa collaborazione ci ha portato a provare diverse ricette e ad andare a raccogliere direttamente con le nostre mani gli asparagi direttamente sul campo (qui potete trovare il servizio televisivo), ho imparato un sacco di cose, ho fatto un sacco di domande (i miei compagni di classe potrebbero confermarvi che sono sempre stata molto curiosa fin da piccola) ho scattato moolte foto e soprattutto mi sono divertita tantissimo!

cesto asparagi

Ho imparato che l’asparago coltivato a Piacenza e provincia è un asparago Biologico perchè il disciplinare del consorzio è molto severo e tutela prima di tutto questa coltura e i terreni su cui si sviluppa e questo mi fa solo che piacere.

asparagi mani

Ho imparato che l’asparago si raccoglie a mano, si sistema nelle cassette e poi viene diviso da pazienti signore che separano manualmente le diverse pezzature e poi formano i mazzetti che poi ci ritroviamo sul banco del nostro fruttivendolo La notte viene coperto e alla mattina lo si scopre perché le temperature basse possono bloccarne la crescita. Capite perchè  l’asparago difficilmente scende sotto un certo prezzo?? Viene lavorato tutto a mano!
Ho imparato come conservarli al meglio, voi lo sapete come si fa??  Si mettono in un vaso con un dito di acqua fresca e si tengono in frigo, esattamente come i fiori!
Ma torniamo alla ricetta, vi avevo già proposto una torta dolce con gli asparagi per la giornata nazionale, oggi torno a proporvene un’altra che mi sono trovata a preparare per la troupe televisiva del programma di Telelibertà (la rete televisiva della nostra città) che ci ha ospitato nel programma Fuori Sacco Express, non riuscendo a trovare datteri perchè ormai siamo fuori stagione ho provato a sperimentare un’altro dolce con questo particolare ortaggio: non se ne è praticamente avanzata ed è stata apprezzata da tutti gli operatori per cui ho deciso di proporvela!
Ho pensato che in fondo gli asparagi per consistenza potevano essere assimilati alle carote e ho preso spunto dalla torta di carote di Gaia




torta asparagi

 
 
TORTA DI ASPARAGI GLUTEN FREE
 

Ingredienti
(per una tortiera da 20 cm di diametro, per una teglia rettangolare 20 X 30 cm bisogna raddoppiare le dosi)
Tempo di preparazione: 30 minuti
Tempo di cottura: 45 minuti
Ingredienti
Per una tortiera di 20 cm di diametro
150 g di asparagi tritati al mixer privati della parte più coriacea
150 g di mandorle sbucciate ma non pelate
3 uova
150 g di zucchero semolato
la scorza di un limone non trattato
un cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale
zucchero a velo
un cucchiaino di lievito per torte
burro e fecola di patate


Preparazione
Tritate le mandorle nel mixer in modalità pulsata insieme a un cucchiaio di zucchero tolto dal totale.
Lavorate benele uova con lo zucchero rimasto finché diventano gonfie e spumose, quindi unite gli asparagi grattugiati, le mandorle tritate, il sale, l’estratto di vaniglia e il lievito per torte girando per amalgamare bene.
Versate il composto nella tortiera imburrata e cosparsa di fecola e infornate nel forno preriscaldato a 180 °C per 45 minuti, senza mai aprire. Passati i primi 30 minuti abbassate il forno a 160 °C, poi lasciate la torta nel forno spento con lo sportello semiaperto per altri 10 minuti, quindi sfornatela e fatela raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo.
La torta diventa migliore dopo un paio di giorni. Al momento di servirla cospargete di zucchero a velo (per questo bisogna fidarsi del giudizio di Gaia perché non è durata il tempo di provare!)
Vi lascio qualche scatto della bellissima mattinata con le amiche della rete!

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 Con questa ricetta partecipo volentierissimo al GFree(fri)Day 🙂
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Paleo Banana bread

È tanto che non scrivo e chi mi conosce sa che fatico a trovare gli stimoli per scrivere sul blog ultimamente, poi una sera chiamo un’amica per sentire come procede la vita e le racconto di questo dolce fantastico e lei mi chiede se c’è sul blog, allora uno sprizzo di voglia di scrivere ritorna  e capisco che questa è una ricetta che non posso non condividere con tutti! 
Ormai le ricette postate negli ultimi tempi (si lo so, ne ho messe pooooche) sono un po’ tutte o quasi in stile paleo e quelle che vedrete nei prossimi giorni continueranno questo filone salutistico al quale mi sono dovuta avvicinare per i miei problemi di tiroidite autoimmune di cui vi avevo già parlato
Questo è un dolce completamente senza glutine, senza farine di origine cereale, senza latticini e senza zucchero, vi starete chiedendo tutti, mi pare di sentirvi, ma è buooono??
La risposta è Sì! 
Ha superato anche la prova marito, che è tra le più difficili da superare in assoluto e non ha superato la prova figlio maggiore semplicemente perché non ama le banane, tanto che ho in programma di farlo con le mele! 
La ricetta l’ho presa dal bellissimo libro di “Alimentazione in equilibrio”, ormai chi mi conosce personalmente penso non ne possa più di sentirmi parlare di Arianna, semplicemente perché trovo che sia una nutrizionista preparatissima a 360 gradi nonostante sia giovanissima
Il libro che si compone di una parte teorica all’inizio è poi corredato da bellissime ricette “senza”.. lo potete trovare, se siete di Piacenza e dintorni, in cartolibreria da me, altrimenti a questo link potete ordinarlo Online! Io ve lo consiglio caldamente, è ben scritto e le ricette funzionano, che non è scontato, credetemi! 
Paleo Banana bread
Ingredienti 
3 banane mature
3 uova intere
50 g di farina di cocco
50g di farina di mandorle
1 cucchiaino di lievito 
3 cucchiai di olio di cocco
1 cucchiaino di cannella 
un cucchiaino di lievito per dolci biologico
Vaniglia a piacere
Una grattata di noce moscata 
2 cucchiai di noci tritate 
Preparazione 
In una terrina unire tutti gli ingredienti secchi e in un’altra mettere  le banane schiacciate con i rebbi di una forchetta ed aggiungere le uova e l’olio di cocco, se avete un robot o un frullatore potete fare tutto con quello (io butto nel Bimby, banane, uova e olio di cocco  a vel 3/4 per 30 secondi) 
Unire il composto secco a quello umido mescolando bene, versare tutto in uno stampo da plumcake  e infornare per 35/40 min.  a 175°
Per sicurezza io consiglio sempre  la prova stecchino prima di togliere il dolce dal forno
Lasciarlo raffreddare su di una gratella.

note
questo dolce è buonissimo e rimane umido all’interno, per questa ragione è facilmente attaccabile da muffe, per cui se non lo mangiate nel giro di un 3/4 di giorni converrà tagliarlo a fette e congelarlo. 

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“Marmellata” di Kaki e vaniglia senza zucchero

confettura di kaki

 

  • Ormai lo sapete tutti, sono volubile e mi piace sperimentare, ho provato molti tipi di alimentazione, ho eliminato varie volte dalla mia dieta  glutine, latticini, cereali e legumi ecc.… a volte per pigrizia ricado negli errori che mi ero ripromessa di non commettere più, e ne pago le conseguenze, ovviamente! c’è però un alimento che ho eliminato dalla mia dieta tanti anni fa e non mi viene mai la voglia di reintrodurre, Lo Zucchero bianco, ho cercato di limitarlo anche per i componenti della famiglia, per quanto possibile, nelle preparazioni di base, poi se lo vogliono mettere nel caffè, pace, me ne faccio una ragione! Dicevo,  sia quando acquisto prodotti pronti che quando ne preparo personalmente ho una particolare attenzione al tipo di zucchero che contengono o che uso, in questo caso ho sperimentato un metodo per produrre questa marmellata (che bisognerebbe chiamare confettura, visto che le marmellate sono solo quelle di agrumi, ma io l’ho sempre chiamata così e continuo!) che ho trovato direttamente dal blog di Roberta, ricetta ultra collaudata da lei e che mi ha incuriosito e ho deciso di provare con i caki, frutto altamente zuccherino e che abbonda in questo periodo, soprattutto per chi ha una pianta in giardino o amici generosi! La ricetta è di quelle semplicissime, a prova di cuoco inesperto, io poi l’ho fatta on l’aiuto del Bimby, dunque un gioco da ragazzi! MARMELLATA DI CAKI (direttamente dalla ricetta di Roberta, con le mie modifiche) Le dosi sono indicative, poiché dipenderà dal tipo di frutta e dalla dolcezza della stessa:
  • 1 kg di kaki ben maturi
  • una bacca di vaniglia
  • 80 gr di succo bio concentrato di mela (non quello da bere come bevanda ma quello denso che sembra uno sciroppo che si trova nei negozi bio)
  • mezzo cucchiaino di agar agar in polvere

Ho iniziato pulendo delicatamente i kaki con l’aiuto di un po’ di carta cucina leggermente inumidita. Li ho messi nel boccale del Bimby (se non lo avete potete metterli in un tegame sufficientemente grande e possibilmente di acciaio), tagliati a metà, con i semini prelevati dalla bacca di vaniglie e con il succo concentrato di mela per 15 min., vel 2 a 100° (per chi non ha il Bimby, ricordate di mescolare!) Ho frullato finemente a vel 7/8 per il tempo necessario ad ottenere una purea sufficientemente fine visto che avevo lasciato la buccia che è abbastanza coriacea (ma non è indispensabile, se si vogliono trovare i pezzi) ed ho aggiunto poi mezzo cucchiaino di agar agar (per chi non è Bimby-dotato, sarà sufficiente un frullatore ad immersione) Ho lasciato bollire dolcemente sempre a 100° ancora per 2-3 minuti. L’ho invasata ancora bollente in vasetti preventivamente appena sterilizzati e ancora caldissimi, e chiusi i vasetti, li ho pastorizzati subito a bagnomaria (coperti completamente da acqua bollente), lasciandovela bollire per altri 15 min. (se vasetti da 250-300 gr ).
Spento il fuoco, ve l’ho lasciata finchè raffreddata. Se è poca, e si consuma invece entro breve, può essere tenuta in frigo e si può evitare la pastorizzazione.
E’ ottima su torte, gelati, yogurt, panna cotta, ecc.. Ovviamente si può usare lo stesso procedimento anche per altri tipi di frutta, io ho già in mente di provare una versione con le pere… vi terrò aggiornati! Dimenticavo di dire che la trovo perfetta per i regalini home made da mettere sotto l’albero!