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MT challenge

Per tutte le stagioni/ Piatti unici/ Primi piatti

I Pci al ragù di Luganega

  Lo ammetto, non ho resistito, sono piaciuti talmente tanto che li ho rifatti, avete capito bene: ho RIPICIATO! Diciamo che la ricetta è sempre quella di Patty,  non ho cambiato una virgola, ho cambiato solo il condimento, ne ho scelto uno che ha successo garantito!! Il ragù di salsiccia,che qui nel piacentino chiamiamo luganega,  è di sicuro il preferito in casa, da tutti!   PICI LUGANEGA   Per la ricetta dei Pici copio-incollo quella di Patty, che meglio non si riesce a spiegarvi, se poi volete c’è sempre il video del post precedente dove si può vedere come li ho fatti io… Per i Pici – 4 persone:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – q.b. – (io ne ho usati 150ml scarsi)

Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell’uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all’impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.

Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola. Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.
Cominciate a “filare” i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l’esterno.  Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l’altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità.  Alcune Note importanti mentre preparate i vostri pici: 1. Non vi si chiede di tirare pici lunghissimi. Onestamente lo fanno in pochissimi e alla fine la lunghezza non influisce sul sapore. Quindi non vi preoccupate di questo. 2. Ricordate che la pasta cresce nella cottura. Il picio non deve essere troppo grosso altrimenti vi troverete con una pasta grossolana. La dimensione corretta è più o meno quella del bucatino.
3. Il picio non è perfetto! Non deve esserlo.
La sua bellezza deriva da bozze, schiacciature, diametro irregolare.
Insomma, si deve sentire la mano della donna che li ha tirati. Inoltre, se vi si rompono mentre li fate, pace! Avrete dei pici cortini. Si mangia tutto! Non state a preoccuparvi del loro aspetto. Il picio è un canto all’imperfezione!
4. Ricordatevi di spolverare i vostri pici con farina di semola o fioretto una volta fatti. Smuoveteli ogni tanto nella farina per fargli asciugare e non appiccicarsi. E scuoteteli con delicatezza prima di immergerli in acqua.
5. Il picio è una pasta povera e di terra. Per il sugo alla Luganega 300 g di luganega fresca mezza cipolla tritata finemente un cucchiaio di olio evo 3/4 cucchiai colmi di concentrato di pomodoro acqua circa 150ml** In un tegame mettete a soffriggere la cipolla con l’olio, appena inizierà ad imbiondire aggiungete la luganega spellata e spezzata in tocchetti con le mani, lasciatela bene rosolare finchè non si vedranno più pezzetti rosa e, solo a questo punto, aggiungete il concentrato di pomodoro sciolto nell’acqua. La quantità di acqua che uso è variabile in base al tempo che ho per preparare il sugo, vi spiego meglio, se sono di corsissima  a volte nemmeno la metto, aggiungo direttamente il concentrato  e lo lascio cuocere giusto 10/15 minuti, il tempo perché cuocia la pasta; se invece ho tempo metto tutto un bicchiere e lascio cuocere a fuoco lento finchè non si è raddensato il condimento. Non sarà un procedimento tanto ortodosso e, credo che se mi vedessero i giudici di Masterchef mi condannerebbero alla pena di morte, ma vi assicuro che il risultato è incredibile! provate e mi direte!! Mettete a bollire una capiente pentola con l’acqua salata, quando bollirà buttate i pici e quando verranno a galla saranno pronti per essere conditi con abbondante sugo e una spolverata di Grana Padano, se vi piace.   Con questo post RI-partecipo all’MTChallenge di Gennaio Gli sfidanti di Gennaio 2013

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I pici del ritorno all’ MTC… all'amatriciana

  pici1
Questa ricetta mi ha proprio fatto tornare la voglia di partecipare all’ MtC (Menù Turistico Challenge) dopo troppi mesi di assenza.
Sarà che i Pici sono un piatto assaggiato durante una gita in Toscana in occasione di un Fettunta day da Giulia,(e visto che ci siamo… quanto sarebbe bello organizzarne un altro), sarà che mi piace fare la pasta fresca in casa, sarò che il post di Patty alias Andante con gusto mi ha travolto… sarà che avevo voglia di rimettermi in gioco, insomma ho deciso di piciare!
L’MTC è bello per questo, perché ti da l’occasione di metterti alla prova, di cercare di fare un piatto che diversamente non ti verrebbe mai in mente di provare, perché non è una competizione vera e propria è un modo per sperimentare in gruppo, è bello vedere come la stessa cosa può essere vista sotto diversi punti di vista, e quando dico diversi intendo anche 70/80 reinterpretazioni della ricetta base.
Ecco, ora vi racconto come ho piciato!
Ho preparato l’impasto e l’ho lasciato riposare il tempo di una messa, per me la pasta fresca significa domenica, e dunque l’ho preparato prima della messa, avvolto nella pellicola e lasciato riposare fino al mio ritorno fuori dal frigo.
Di ritorno mi sono messa al lavoro, preparatevi perché per piciare servono  tempo e pazienza, ho seguito alla lettera le indicazioni di Patty ma ho pensato che oltre alle sue parole potevo registrare un video che vi facesse vedere come ho fatto io, così ho arruolato la mia dolce metà che si è prestata a fare da cameraman per l’occasione, è la sua prima volta dunque siate clementi Sorriso  

Come ho realizzato i pici

  Eccovi la ricetta che ho seguito alla lettera, raddoppiando le dosi,  è perfetta!
Per i Pici – 4 persone:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
acqua – qb – (io ne ho usati 150ml scarsi)
 
Nota: La quantità di acqua è variabile dal tipo di farina che userete. In genere per questa quantità di farina un bicchiere o poco meno è sufficiente, ma sta a voi osservare quanta ne incorpora il vostro impasto per essere morbido e malleabile.
La proporzione dell’uso delle 2 farine è sempre 2:1, ovvero due parti di 00 ed una di semola rimacinata che conferisce struttura all’impasto. In questa maniera non avrete bisogno di uova. 
Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.
 
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo.
“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.
Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.
Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola, (la mia messa è durata di più, direi un’ora e mezza)

Sugo all’amatriciana (di Sabina) un pezzo di guanciale 2 cucchiai di olio evo una scatola di pelati di pomodoro pepe
Fate  rosolare il guanciale tagliato a tocchetti nell’olio dopo averlo messo a bagno nella grappa. Aggiungete  il pomodoro scolando un po’ di grasso se è troppo. Fate sobbollire finché il pomodoro non si addensa e ricordate che  l’importante è che il sugo sia denso. Mantecate il sugo con il pecorino nella zuppiera, versateci i PICI girando con delicatezza.  NB questa ricetta mi è stata data da Sabina, romana doc, che ho conosciuto grazie allo swap natalizio di Milena- scimmiacruda– nel mio pacco infatti, insieme ad altre cosucce, c’erano un bel pezzo di guanciale e uno di pecorino, giusto per preparare una amatriciana doc Sorriso

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Gnocchi di semolino -ritorno all’MT Challenge con un classico-

gnocchi di semolino

Eccomi di ritorno a questa “gara”, che gara non è, è un modo simpatico per sperimentare e gareggiare per il solo divertimento di farlo, senza vincere niente (beh, a me personalmente, piacciono un sacco i premi che ci vengono assegnati ogni volta, ricchi di umorismo e simpatia). Dopo qualche mese in cui per i motivi che vi ho già detto non riuscivo a partecipare finalmente questo mese sì, ce l’ho fatta! :DD La ricetta oggetto della sfida è un classico “I gnocchi di semolino”, come già detto i gnocchi sono il piatto preferito qui e li avete visti già in varie versioni ma questa mi mancava. All’inizio mi sono messa a pensare a come potevo variare la ricetta (rispettando le regole, si intende!) poi mi son detta perché stravolgerla? per una volta ho pensato a quello che dice sempre Ale e mi son detta che aveva ragione! Dunque la ricetta non è rivisitata, non è stravolta, è classica che più classica non più può! solo fatta con l’aiuto di un BARBATRUCCO un trucchetto! questo, vi voglio svelare (magari per qualcuno è la scoperta dell’acqua calda) ogni volta che li facevo mi ritrovavo a preparare una teglia bella da presentare in tavola con i bei cerchietti tutti di misura e poi una teglia “per la serva”, come dico io, fatta con i ritagli, buoni anche loro ma diciamo meno bellini della teglia padronale! Allora cosa mi sono inventata? ecco!! Preparo tutto normalmente e poi li metto in una bottiglia di plastica a cui taglio sia il collo che il fondo, appoggio il cilindro così ottenuto sulla carta pellicola e lo riempio con il composto per gli gnocchi, lo sigillo bene con la pellicola tutto intorno e lo metto in frigo per almeno una notte così che si rassodi per benino, l’indomani tolgo la pellicola, lo faccio uscire dal cilindro e taglio le rondelle alte circa un cm, procedendo come al solito! Ecco svelato il BARBATRUCCO ! Niente scarti, niente “teglia della serva” solo un pranzo da re per tutti!

Immagine 1337 La foto è veramente brutta, lo so, ma rende bene l’idea! Per la ricetta non faccio altro che fare copia-incolla con quella di Stefania (alias Arabafelice) vincitrice dello scorso mese, che tra l’altro è praticamente identica alla mia.

GNOCCHI DI SEMOLINO ( per 6 porzioni circa)

Ingredienti

  • un litro di latte
  • 250 g di semolino
  • 2 tuorli
  • 20 g di burro
  • sale
  • noce moscata
  • 100 g di parmigiano grattugiato

per la gratinatura

  • 50 g di burro
  • parmigiano grattugiato a piacere

Preparazione

Mettere in una pentola capiente il latte, il sale e una grattata di noce moscata. Portare ad ebollizione e versarvi quindi il semolino a pioggia mescolando in continuazione. Abbassare un po’ il fuoco, e mescolare con forza finche’ si otterrà un composto solido e compatto, che si stacchi dalla pentola.
Spegnere il fuoco e far intiepidire, quindi aggiungere i 2 tuorli, il parmigiano ed il burro. Aggiustare eventualmente di sale. Mettere il composto nel cilindro/bottiglia come spiegato sopra. Coprire  gli gnocchi con il burro a fiocchi e il parmigiano e mettere in forno a 200 gradi con il grill per 10 minuti, finendo con una botta di grill per colorire la crosticina.
Servire caldi. ps io stavolta mi son divertita a farli anche quadrati! per necessità, visto che a causa di un progetto un po’ ardito da realizzare con le bottiglie di plastica mi son ritrovata a secco,  ho ripiegato su un contenitore del latte di tetrapak di forma quadrata, beh hanno il loro perché! Note: Io ne preparo un po’ di più di solito e li stivo nel freezer in porzioni singole, sono una manna in certi periodi quando, soprattutto mio figlio grande (che tra l’altro li preferisce conditi con il sugo ai funghi porcini e besciamelle!) torna affamato da scuola e io sono in super-ritardo dal lavoro!

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