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Vercelli #2 il racconto continua..

Vediamo se riesco a finire di raccontarvi tutto quello che è accaduto durante i due giorni tra le risaie.. facciamo così, mi impegno al massimo e cerco di essere sintetica (sfida persa in partenza!) Vediamo,  dove eravamo rimasti? Giusto qui! Guardate come abbiamo lasciato la cucina dopo aver cucinato? Per una volta non ci è toccato pulire e meno male!! DSC_0110   Bene iniziamo il nostro tour, oggi non vi annoio con  i miei racconti logorroici , proverò a descrivervi tutto con gli scatti che ho realizzato! benvenuti   kitchen                                           Il locale che ci ha ospitati e come ci ha accolti!   dolcezze

dolcezze1                                  Le dolcezze che ci hanno preparato

the   the1   thecaldo   thecaldo1 Thè freddi davvero particolari e gustosi tutti naturali e con questi thè caldi dal packaging accattivante! fico e uva                     La piccola Caterina che si mangia amabilmente il packaging di cui sopra Con la lingua fuori DSC_0135 Un giro veloce per Vercelli accompagnati dalla guida di VCGUIDO! (se ci pensate nome più azzeccato per un servizio simile non c’è!) e poi via di corsa alla città del riso per conoscere tutto ma proprio tutto sul riso… cittariso come si passa da questo DSC_0149 a questoDSC_0151 con l’aiuto di questa macchina meravigliosa.. DSC_0143 Via di corsa in Hotel a prepararsi per la cena stellata che ci aspettava dai Fratelli Costardi! E’ inutile dirvi che è stata superba! Peccato che le luci fossero molto basse e le foto non siano venute per niente Triste  Buona la cena e bella la compagnia! L’indomani siam partiti per un giro turistico tra le risaie, divertimento e cultura sono andati di pari passo, abbiamo capito che:

  • il sistema di canali che è linfa vitale per le risaie risale ai tempi di Cavour ma funziona molto meglio di molte invenzioni moderne

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  • che il mestiere dell’acquaiolo si impara solo sul campo, giorno dopo giorno con l’esperienza

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  • che ci sono agricoltori giovani che credono e investono in quello che fanno (come Alice che ci ha fatto da Cicerone nel nostro safarisaia a bordo di un trattore!)

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  • che ci sono aziende serie, fatte di persone che lavorano con passione, che amano il loro  lavoro e il loro prodotto e che investono su prodotti innovativi come il Crunchy rice

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  • che ci sono albergatori e enti di promozione turistica che credono e sanno quanto vale il territorio e fanno di tutto per valorizzarlo!
  • infine ho  consolidato il concetto che queste esperienze mi piacciono un sacco, mi fanno conoscere persone nuove con cui condivido questa passione per il cibo e tutto ciò che ci gira intorno, che amano quanto me cucinare, mi lasciano ricordi che rimarranno indelebili nella memoria…

Grazie a tutti quelli che hanno vissuto con me questa VRE1!! A quando la prossima!?? 943474_10200353646820296_326842638_n     ps le ultime due foto non sono mie, e si vede, sono della bravissima Silvia Pastore che ci ha seguito e fotografato per tutti e due i giorni ininterrottamente! Grazie anche a te Silvia!!

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Vercelli Rice Experience #vre1

vercelliriso Finalmente dopo tanta attesa vi racconto cosa ha significato per me partecipare a questa 2 giorni tra le risaie. Già dopo il Salone del gusto di Torino di ottobre mi ero resa conto di quanto possono essere arricchenti esperienze full immersion come queste, di sicuro la VRE non ha fatto altro che confermarlo! Iniziamo per gradi perché le cose da raccontare sono tante e non voglio dimenticarne nemmeno una, dunque mettetevi comodi che inizio! Sono stati due giorni di “coccole di cultura” come ho pensato di definirle io, iniziati con un incontro alla stazione di tutti i partecipanti, già si percepiva che il clima sarebbe stato amichevole e divertente Tutti insieme siamo saliti a bordo del nostro autobus alla volta del mercato della ridente cittadina che ci ospitava, non so ci sia modo di  descrivervi le facce degli ambulanti e degli abitanti, increduli nel vedere un’orda di giornalisti del settore, addetti ai lavori e 11 foodblogger per lo più armati di macchina fotografica, i-pad, iphone e chi più ne ha più ne metta, tutte ma proprio tutte con una busta nera in mano contenente 10€. Questo era il nostro budget per cucinare una ricetta a base di riso, insolita, originale per far vedere che riso non equivale solo a risotto ma  che si può declinare in mille ricette gustose e saporite!

Aggiornato di recente7 My Photo Stream

Bene! spesa fatta, via di corsa a Casa Verdi, dove ci attendeva una cucina professionale, dove, dopo una piccola e piacevolissima introduzione sulla coltivazione del riso, da parte del “”Maschio Alfa  Michele”” dell’azienda Risi & co altresì conosciuta da tutti come Gli aironi, tutte noi blogger chiamate a raduno abbiamo indossato il grembiule, ci siamo rimboccate le maniche e ci siamo messe al lavoro: avevamo un’ora e mezza di tempo per realizzare la ricetta che avevamo pensato, una più bella (ma anche e soprattutto buona!) dell’altra!! Vi starete domandando quali erano queste meravigliose ricette, immagino! bene guardatevi qualche scatto qui, tutti realizzati da una bravissima fotografa! Quando Maurizio mi ha chiamata chiedendomi una ricetta che avesse protagonista il riso ma differente da quella che avevamo preparato per il concorso mi sono messa a pensare e non mi veniva in mente niente, poi, come mi capita molto spesso, quando mi sembrava di non pensarci più, BOOM MI SI è ACCESA UNA LAMPADINA!  Ho pensato che potevo usare ancora il riso Venere, che tanto successo aveva riscosso nel plumcake, ma stavolta in una ricetta salata, una tempura (o si dice un tempura?? boh, a me “una” piace di più!) con farina di riso venere.

La ricetta è quella che avevo usato per la frittura di fiori di qualche primavera fa, non è la mia, è presa da quel genio e sregolatezza di Simone Rugiati, è la mia ricetta perfetta per la tempura, o solo sostituito la farina di riso con la farina di riso venere (questa volta era già pronta e non me la sono dovuta macinare!!) Il risultato? diciamo che posso darvi un indizio: il fatto che io abbia preparato il mio piatto per la presentazione e che per le due ore successive o quasi io abbia fritto, vi sembra un indizio sufficiente per capire quanto fosse buona?? ci mancava che friggessi le scarpe dei partecipanti, io preparavo e in un baleno si svuotava la bastardella con il fritto!! Ho fritto tutti i miei ingredienti e tutti gli “avanzi” (si fa per dire, ovviamente, perché si trattava di pesce e verdure freschissimi, non utilizzati dalle altre blogger e che era un vero peccato non mangiare!) e non si è avanzato nulla!! Sorriso   collagefritto

La Texture (questa parola che va tanto di moda di questi tempi rende davvero bene l’idea, ma se dobbiamo dirlo in italiano diremmo la consistenza) di questa farina è davvero unica, la macinatura non è fine come quella della farina di riso bianco, no è piuttosto disomogenea tanto da lasciare una croccantezza ancora maggiore che ne fa il punto di forza in un piatto come la tempura. Abbiamo detto tempura ma non ho detto di cosa! Verdure di stagione (asparagi, carciofi, zucchine con  i loro fiori, carote, cipollotti freschi), mele, gamberetti e alici. Tutte ma proprio tute queste “cose buone” fritte nella tempura di riso venere sono risultate meravigliose, ma facendo un sondaggio quello che ha più stupito le papille gustative degli assaggiatori sono state le mele, forse perché inaspettate, forse perché  alternavano la croccantezza della pastella alla croccantezza della mela che all’interno rimaneva però sugosa.. La ricetta di una semplicità imbarazzante ve la riporto ricordandovi che un buon fritto va fatto e mangiato immediatamente!!   tempuranera Tempura nera di verdure, frutta e pesce

Ingredienti
2 cucchiai di farina 00
2 cucchiai di farina di riso Venere Gli Aironi
2 cucchiai di semola di grano duro
acqua frizzante freddissima
3 cubetti di ghiaccio
olio di semi di arachide per friggere
verdure di stagione, pesce e frutta (vedi sopra)
Preparazione
In una ciotola miscelate le tre farine e aggiungete acqua fino a che non diventa una pastella simile alla consistenza dello yogurt (non quello compatto, ovviamente :P) sciogliete bene i grumi mescolando energicamente e quando è pronta aggiungete i cubetti di ghiaccio.
Nel frattempo avrete messo a scaldare l’olio (il fritto per essere buono e asciutto necessita di una buona quantità di olio, non siate tirchi! non è vero che se c’è tanto olio ne assorbiranno di più, funziona esattamente al contrario! per intenderci almeno 3 dita di olio) in una capace padella, quando sarà caldo intingete i fiori nella pastella e scolatela un pochino immergeteli nell’olio fino a coloritura (io li preferisco un po’ chiarini ma li si tratta di gusti) lo shock termico che avviene tra la pastella ghiacciata e l’olio bollente farà rimanere croccante il vostro fritto!!!

Il racconto non finisce qui, ci sono ancora tantissime cose che vi devo raccontare!! mi raccomando seguitemi e ne scoprirete delle belle su luoghi e città sui quali probabilmente non avete mai nemmeno considerato di andare e capirete quante meraviglie possono nascondere!   Se intanto volete dare un’occhiata in giro per gli altri blog vi metto i link, così vedete tutti i punti di vista!! Il post della Manu, quello di Stefania, quello di Rossella, quello di Eat Piemonte e un assaggio di Honest Cooking Sorriso

CONSIGLIA Torta trapunta